La
sfida fra Tajani e Veltroni per il comune di Roma dipenderà
molto dall'affluenza alle urne nel ballottaggio. Due domeniche
fa ha votato l'80 per cento dei romani. Alle politiche del
1994 l'affluenza toccò l'88 per cento, per scendere al 52
delle provinciali del 1998. Popolarità dei contendenti, importanza
della posta in palio ed anche i capricci della meteorologia
possono essere determinanti. Roma non è stata mai avara di
sorprese. (18-5-2001)
LE
SPIAGGE DEL LAZIO
Questa
è la graduatoria delle spiagge laziali secondo la "Guida
Blu"
METROPOLIS
Ben
274 candidati alle elezioni per il consiglio comunale di
Roma hanno riportato zero voti. Il che significa che non
sono stati capaci di votare neppure se stessi e che nessuno
dei familiari ha avuto fiducia in loro. Pensate in mano a
quali amministratori rischiavamo di finire. Primatisti dello
zero sono stati i candidati della lista "Italia dei
Cittadini" (40 zero su 58 concorrenti), ma pure i Verdi
e "Italia dei Valori" di Di Pietro hanno fatto la
loro figura. Brutta. La democrazia è bella anche per
questo. (18-5-2001)
METROPOLIS
Se
i cosiddetti "sette anni magici" di Rutelli alla
guida di Roma e la discesa in campo del segretario dei Ds
Walter Veltroni, candidato-sindaco alla successione dello
stesso Rutelli, non sono riusciti a far passare Veltroni al
primo turno, costringendolo al ballottaggio, probabilmente
la storia di quella "buona amministrazione" dovrà
essere scritta daccapo. Per il momento restano due cifre: il
deficit di cassa della Capitale è passato da 7.000 a 11.500
miliardi e Roma è al 68esimo posto per vivibilità fra le
grandi città europee. E pensare che l'antagonista di
Veltroni si chiama Tajani.(15-5-2001)
METROPOLIS
Le
mura aureliane sono crollate, la Domus Aurea sta per
crollare, l'Ara Pacis è in pericolo. Venti monumenti della
Roma antica sono a rischio, ma i soldi per salvarli sono
stati dirottati altrove dal comune e dal ministero dei Beni
Culturali. Speriamo che regga il Colosseo. Data l'incuria
con cui è mantenuto, lo storico anfiteatro sembra
riflettere con Woody Allen: "Cristo è morto, Marx è
morto e neppure io mi sento tanto bene". (8-5-2001)
LE
"COLONNE DI BERLINO" A PIAZZA DI SPAGNA
Come
si fa a distruggere una delle piazze più belle del mondo? Nella
Capitale è possibile. Se passasse il folle progetto del Comune di
Roma che intende erigere un colonnato per dividere in due piazza di
Spagna, metà isola pedonale e metà destinata alla circolazione di
taxi, auto blu, mezzi pubblici e di soccorso, inutile dire che
ritorneranno le atmosfere da "Muro di Berlino", con romani
e turisti costretti a salutarsi da una parte all'altra con il
fazzolettino in mano. Ma la cosa più rimarchevole è l'obbrobrio
urbanistico poiché si tratta di un'operazione che romperebbe
l'armonia della piazza assolutamente irripetibile. Sarebbe come
tagliare a metà piazza San Pietro, sezionare piazza del Campo a
Siena o stabilire nei canali di Venezia le corsie preferenziali per
le gondole. Il progetto in questione prevede la creazione di una
fila di cinquanta colonne alte mezzo metro che dovrebbero occupare
il suolo pubblico per una distanza complessiva di circa cento metri.
Le strutture, i consueti dissuasori per il traffico già presenti
nell'arredo di altre zone pedonalizzate della città, partiranno
dalla colonna della Madonna dell'Immacolata in piazza Mignanelli per
arrivare fino alla Barcaccia, ovvero sotto la scalinata di Trinità
dei Monti. La divisione in due della piazza permetterà così la
creazione di una zona per soli pedoni e una destinata esclusivamente
alle autovetture autorizzate. Del progetto ne parlò per primo il
vicesindaco Walter Tocci rivolgendosi a residenti e commercianti, da
subito contrari all'operazione. Era lo scorso gennaio. Pochi giorni
dopo Rutelli lascia il Campidoglio per passare il testimone a
Veltroni. Nel frattempo, nella storica piazza si tira un sospiro di
sollievo, sebbene per pochi mesi. Da qualche giorno, infatti, i
tecnici comunali hanno iniziato le verifiche del terreno sul posto.
Proprio a due passi dal ponteggio già in allestimento per la
ristrutturazione della colonna della Madonna dell'Immacolata. Ma,
oltre agli abitanti e negozianti già sul piede di guerra contro la
decisione del Campidoglio, c'è chi grida allo scandalo. E' Giorgio
Muratore, docente di Storia dell'Architettura Contemporanea alla
Sapienza, uomo di sinistra deluso, che ha fatto anche parte del team
dei tecnici formato da Rutelli nel lontano 1993 per esprimere un
parere sulle principali opere pubbliche in programma per la
modernizzazione di Roma in vista del Giubileo. Opere, secondo
Muratore, strampalate, dispendiose e inutili. "Non conosco bene
il progetto - spiega l'urbanista - ma da quello che so è a dir poco
un piano ridicolo, privo di logica e di buon senso." (8-5-2001)
METROPOLIS
Il
rifacimento di piazza San Giovanni per il Giubileo dello
scorso anno era costato circa 5 miliardi. Nuova
pavimentazione, assetto diverso della strada di accesso alla
Basilica, risistemazione dei giardini e del prato. Bisognerà
rifare tutto. Per il concerto del 1 maggio ci sono
"passati" sopra circa 600mila delicati spettatori.
Ma non erano stati spesi altri 3 miliardi per attrezzare
l'area di Tor Vergata per i grandi eventi?
(4-5-2001)
ESTATE
ROMANA PIU' POVERA
Estate
romana più povera per il 2001, con una dotazione inferiore rispetto
allo scorso anno, esattamente cinque miliardi al posto di otto. Sarà,
pertanto, impossibile mettere in piedi 115 manifestazioni. "Ma
saranno salvi gli appuntamenti storici" assicura il commissario
Mosino. Il taglio, indubbiamente, non fa piacere, ma le ristrettezze
vengono forse a proposito per evitare il ripetersi di alcune,
inutili sagre paesane viste nella passata edizione, assolutamente
non in linea con quella che dovrebbe essere l'Estate di una capitale
come Roma. (20-4-2001)
METROPOLIS
I
commercianti romani del centro storico e delle cosiddette
"strade nobili", comprese le griffes famose in
tutto il mondo, cogestiscono, in pratica, i loro esercizi
con una marea di 'vu cumprà, che si sono sistemati davanti
ai negozi e spesso entrano addirittura all'interno insieme
ai clienti, offrendo mercanzie contraffatte a prezzi
naturalmente stracciati. E' in programma una clamorosa
protesta, con relativa serrata. Se il ministro dell'Interno
Bianco ha un po' di tempo… (24-4-2001)
TRENTA
MILIARDI PER SCAVI INUTILI
Secondo
l'allarme drammatico dell'Istituto Centrale del Restauro, tutti i
monumenti dell'antichità romana sono in condizioni pietose. Anzi a
"rischio". In testa alla hit-parade il Colosseo, la
Colonna Traiana, quella Antonina, l'Arco di Costantino e di Tito.
Non ultime le Mura Aureliane, che nonostante abbiano resistito a
mille e settecento anni, hanno ceduto in questi giorni a causa del
maltempo. Venti metri, infatti, compreso lo stemma di Papa Innocenzo
X si sono sbriciolati la domenica di Pasqua dopo due giorni di
pioggia ininterrotta. Naturalmente i 15 miliardi stanziati per
garantirne la stabilità sono rimasti nel cassetto. Spesi male sono
stati, invece, gli oltre venti miliardi per gli scavi alla
fantomatica ricerca dei Templi di Cesare, Traiano e della Pace, ai
Fori Imperiali. Obiettivo: riportare alla luce i tesori della Roma
di 2500 anni fa. Si sapeva dal 1930 che non ve n'era alcuna traccia,
ma una politica demagogica ha avuto come risultato l'inizio degli
scavi nell'aprile del 1998. Naturalmente non si è trovato nulla, a
parte bagni e cucine piastrellate in maiolica degli anni Trenta,
resti insignificanti di costruzioni secentesche, ossa di animali, la
fibbia di una divisa napoleonica, piatti e stoviglie del 1930,
frammenti di porcellane dell'800 e alcune cantine della chiesa di S.
Urbano ai Pantani. Il fiore all'occhiello dei sostenitori di questa
impresa "titanica" è in realtà un'illusione. Si chiama
basamento della statua equestre di Traiano, poche pietre, oggi
coperte da un precario tavolato, sulle quali, a beneficio degli
ingenui, gli scavatori hanno immaginato che poggiasse una statua
equestre alta almeno 15 metri, tre volte più grande del Marco
Aurelio, della quale, naturalmente non è stata trovata neppure uno
zoccolo del cavallo. La fantasia, si sa, può tutto. Gli
"studiosi", infatti, ipotizzarono che la statua si
trovasse sullo stesso asse di un edificio che potrebbe essere
l'introvabile Tempio di Traiano. L'unica novità emersa in questi
tre anni dagli scavi è il ritrovamento della testa in marmo di un
Guerriero dace. Il capo, con il berretto frigio, è in eccellente
stato di conservazione. Nonostante la rimozione di oltre 30mila
metri cubi di terreno, con scavi fino a dieci metri di profondità,
le ipotesi prospettate dalla dottoressa Rizzo, responsabile del
cantiere, insieme al sovrintendente alle antichità e belle arti di
Roma, Eugenio La Rocca, sono rimaste una speranza. Per continuare ad
alimentarla, allo stanziamento iniziale di 19 miliardi, sono stati
chiesti altri 10 miliardi all'ufficio di Roma Capitale per
proseguire i lavori fino al 2001.
METROPOLIS
Nel
mese di marzo sono stati staccati dai muri di Roma 186mila
manifesti elettorali abusivi. Se ne attende un milione, da
affiggere nei prossimi trenta giorni, del solo candidato
Tajani. Costo? Difficile quantificarlo, ma si tratta di
svariate centinaia di milioni. Finora la spesa per manifesti
in Italia è stata di circa 17 miliardi. Una proposta ai
candidati: devolvere parte delle somme ad associazioni
benefiche o di volontariato. In compenso l'Ama, incaricata
del servizio, curerà negli spazi consentiti l'affissione di
manifesti con la scritta: "Il candidato Tal dei Tali ha
devoluto parte dei fondi destinati alla pubblicità
elettorale personale a favore di…". Ma forse stiamo
solo sognando. (13-4-2001)
Con
un solo biglietto per visitare Roma e i suoi musei
80
MILA LIRE E 7 GIORNI PER 3.000 ANNI DI STORIA
E' il primo servizio
turistico in Europa che associa la cultura alla mobilità. Un'unica
soluzione per visitare Roma - viaggiando su tram, battello e bus - e
per accedere nei principali musei e siti artistici della città
eterna. Il nuovo servizio si chiama Ready Roma e offre la
possibilità di fruire di 3000 anni di storia in sette giorni. Il
biglietto costa 80 mila lire (40 euro) e vale una settimana e
comprende i biglietti per le linee turistiche City Tour, Tiber 2,
Archeobus e Ristotram. Chi acquista il nuovo servizio può infatti
visitare Roma utilizzando, durante i sette giorni di validità, le
quattro linee turistiche, ognuna per una sola volta. Ecco i Musei
inclusi: Musei Capitolini - Antiquarium del Celio (dal 31/12/2001) -
Casa dei Cavalieri di Rodi - Auditorium di Mecenate - Circo di
Massenzio e Mausoleo di Romolo - Foro di Traiano e Mercati Traianei
- Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di via Emilia -
Villa Torlonia - Casetta delle civette - Museo Barracco di Scultura
Antica - Museo Canonica - Museo della Civilta' Romana - Museo del
Folklore e dei Poeti Romaneschi - Museo delle Mura di Roma e Porta
San Sebastiano - Museo Napoleonico - Museo di Villa Vecchi Pamphili
- Mausoleo di Augusto - Sinagoga (sconto del 40%).
METROPOLIS
Ci
siamo, purtroppo. Presentate le liste, ci attende un mese di
calvario, aggrediti da candidati di tutti i tipi e partiti.
Quello che ci terrorizza è l'inevitabile orgia di banalità.
Tajani se ne è andato in visita a Madrid e Berlino
"per vedere da vicino due città che hanno saputo
cambiare". Bastava che si fosse spostato di qualche
chilometro al Trullo o a Malagrotta per capire meglio che
cosa dovrebbe cambiare a Roma. Veltroni, che non è stato
ancora eletto, dal palco dell'Argentina, ha fatto sapere di
"voler essere il sindaco di tutti i romani". Ci
voleva solo che pensasse di fare il sindaco dei milanesi. (10-4-2001)
Aumenta
l'esercito dei "portoghesi"
ATAC,
IL PASTICCIO DEI BIGLIETTI INVISIBILI
Si
può dire che l'Atac, l'Azienda del trasporto pubblico capitolino,
abbia i conti in rosso da quando è nata, eppure si consente il
lusso di incrementare l'esercito, già numeroso, dei
"portoghesi". L'ennesimo "escamotage" per questi
ultimi si chiama "Atac si muove con Te", il nuovo
biglietto integrato a tempo, valido 75 minuti e per una sola corsa
su metropolitana, treni, bus e tram. Il ticket in questione, che
misura 9 centimetri per cinque, ovvero il doppio del suo
predecessore arancione (valido anche questo un'ora e 15 minuti) e da
tempo in via di estinzione, è per la prima volta a lettura ottica.
In sostanza, sul tagliando nel momento della cancellatura compare un
codice a barre. Codice che a sua volta viene letto da un server
centrale, come ricordano gli addetti ai lavori. In caso di
annullamento già avvenuto più volte e dopo i 75 minuti, la nuova
macchinetta obliteratrice, di colore giallo e nero, lo rifiuta e si
accende una spia luminosa anti-portoghese. Peccato, però, che
finora ciò avvenga solo nelle fermate delle metropolitane
"A" e "B" dove le nuove macchinette per la
vidimazione funzionano da circa un mese. Nonostante siano state
installate ovunque, nelle stazioni dei treni, a bordo di tram e
autobus, le altre macchinette, invece, non sono mai state
collaudate. Dunque non funzionano. Risultato? Se si viaggia in
autobus e in possesso del nuovo ticket è impossibile convalidarlo,
ma per non essere multati occorrerà annullare il tagliando con una
penna. Il nuovo biglietto, infatti, non può essere timbrato dalle
vecchie obliteratrici arancioni perché troppo grande e, a sua
volta, il ticket vecchio - ancora in circolazione anche se per poco
- non può essere annullato dalle macchinette nuove di zecca perché
non compatibile. Non a caso nelle stazioni della subway capitolina
vige ancora il doppio sistema di vidimazione. Ma non tutti i
passeggeri sembrano d'accordo nell'essere costretti - ove non
funzioni l'obliteratrice gialla e nera - a scrivere data, ora,
numero della vettura o della stazione sul retro del Bit. Come se non
bastasse, le nuove macchinette per la vidimazione all'interno delle
fermate della metropolitana sono diverse da quelle poste a bordo di
tram e bus. Queste ultime hanno dei numeri da uno a nove ma dei
quali nessun dipendente Atac conosce l'utilità, poiché nessuno ha
loro spiegato come si usano. Intanto tra i dipendenti di Trambus spa
c'è chi assicura che entro il mese di aprile il nuovo sistema di
vidimazione entrerà a pieno regime, sebbene si dovrà aspettare che
le scorte dei vecchi biglietti vengano esaurite. Ma quante sono le
nuove macchinette obliteratrici? Basta fare un piccolo calcolo per
averne un'idea. A Roma su 2.600 autobus ne circolano, nelle ore di
punta, 2.350. Su ogni vettura ci sono dalle tre alle quattro
obliteratrici nuove di zecca, a volte nessuna, dunque il conto è
fatto. Si tratta di migliaia di marchingegni ancora inutilizzati, ad
eccezione delle metropolitane "A" e "B", sulle
quali ogni giorno circolano 610mila passeggeri, ben 221 milioni
l'anno. (10.4.2001)
METROPOLIS
La
Domus Aurea, sontuosa abitazione dell'imperatore Nerone sul
Colle Oppio, svelerà fra qualche anno altri tesori, essendo
stato approvato e finanziato il progetto di nuovi scavi,
grazie al quale saranno portati alla luce ambienti ancora
interrati. La Domus Aurea è entrata nella classifica dei
monumenti più visitati d'Italia. Ma per trovarla bisogna
affidarsi al fiuto o alle guide più informate. Il comune di
Roma finora non è ancora riuscito a sistemare una
segnaletica adeguata. Troppi monumenti in questa città.
Adesso incominciano davvero a dare fastidio. (6-4-2001)
METROPOLIS
E'
scomparso come la bara di Cuccia, nottetempo e senza
testimoni, l'ulivo elettorale di piazza Venezia. Piantato a
sorpresa il 25 gennaio scorso, suscitò subito le
rimostranze del centrodestra che lo indicò come
"propaganda elettorale subliminale". Ora la
rimozione viene considerata un anticipo di smobilitazione,
date le previsioni non incoraggianti per il centrosinistra.
Noi speriamo solo che l'ulivo sia stato trapiantato in un
terreno più adatto. Lontano dallo smog del centro di Roma e
dalle polemiche inquinanti dei politici. (3.4.2001)
FIUMICINO:
NON C'E' STATO L'EFFETTO GIUBILEO
Il
traffico a Fiumicino è rimasto sostanzialmente fermo all'anno 1997,
quando transitarono 25.001.038 passeggeri, saliti a 25.337.365 nel
1998. Se si tiene conto che nel 2000 in entrambi gli scali romani,
cioè Fiumicino e Campino, sono transitati 27 milioni e 117mila
passeggeri, si tocca con mano come Fiumicino sia stato pesantemente
penalizzato dall'operazione Malpensa, senza ricevere le promesse
integrazioni di traffico. Né si può parlare di "effetto
Giubileo", se si tiene conto del fatto che lo scorso anno sono
giunti a Roma ben 25 milioni di pellegrini. La nuova dirigenza degli
Aeroporti di Roma, concessionaria del Leonardo Da Vinci, ha
allestito un progetto molto impegnativo, che prevede l'investimento
di circa mille miliardi nei prossimi cinque anni, con l'obiettivo di
raggiungere la cifra, oggi alquanto illusoria, di 35 milioni di
passeggeri l'anno, cifra non impossibile da raggiungere se lo scalo
romano non fosse stato condizionato dal trasferimento di circa la
metà dei voli su Malpensa. Lo stesso Francesco Paolo Pappalardo,
amministratore delegato degli AdR riconosce: "Se Malpensa non
esistesse per Fiumicino la vita sarebbe certamente più
facile". La frettolosa ed errata scelta di spostare numerosi
voli dall'aeroporto Leonardo Da Vinci a quello di Malpensa ha
portato due risultati: la riduzione del 15 per cento, nell'ultimo
anno, del traffico dei passeggeri a Fiumicino oltre ai pesanti
ritardi dei voli, pari al 60 per cento, a Malpensa, struttura questa
tanto costosa quanto palesemente inefficiente. Indebolire così lo
scalo romano, ha significato smantellare quasi del tutto il sistema
aeroportuale italiano, tanto che la nostra compagnia di bandiera
vive una pesante crisi economico- gestionale. Chiuse le prospettive
di sviluppo in termini occupazionali, l'Alitalia sarà costretta ad
effettuare pesanti tagli per ridurre il costo del lavoro. Al comune
di Fiumicino lamentano inoltre gli scarsi interventi nel campo della
sicurezza aeroportuale. Troppo spesso, infatti, il problema della
sicurezza rimane a carico dei comuni che invece sono completamente
ignorati quando si tratta di allestire i piani di protezione civile
e per l'abbattimento dell'inquinamento acustico e ambientale.
Naturalmente nessun aiuto economico viene ai comuni attraverso il
trasferimento di una quota della tassa di imbarco. Le difficoltà
della Malpensa e la diminuzione del traffico di Fiumicino sono i due
aspetti di una lotta interna alla sinistra. Al momento delle
decisioni, da una parte erano schierati i Verdi con l'allora
ministro dell'Ambiente Edo Ronchi e dall'altra i ministri dei
Trasporti Burlando e Treu. Questi ultimi erano convinti di poter
risolvere il problema per decreto. L'errore dei Verdi, invece, è
stato quello di bloccare gli aeroporti con presunti problemi
ambientali, creando, di fatto, una paralisi e dando vita ad una vera
e propria guerra tra Roma e Milano. E' assurdo, infatti, che un
passeggero che debba raggiungere il medio Oriente e l'Africa debba
partire da Milano e chi, invece, per arrivare in Russia sia
costretto a partire comunque da Roma.
METROPOLIS
Walter
Veltroni, aspirante sindaco di Roma, presentando il suo
libro sull'Africa "Forse Dio è malato", ha
confessato: "Tornerò in Africa, ci sarà un tempo
della mia vita in cui mi occuperò solo di questo. Non è
oggi, né domani. Ma quel tempo verrà e io lo aspetto con
ansia". Anche noi. Benedetto sia il mal d'Africa:
presto un politico (della prima Repubblica) in meno e un
missionario (ce n'è tanto bisogno) in più. (30-3-2001)
METROPOLIS
E' già
guerra di manifesti elettorali a Roma. Purtroppo,
all'inquinamento visivo (faccioni sorridenti che promettono
l'impossibile) si aggiunge una sempre più irritante povertà
concettuale. Antonio Tajani, candidato sindaco del Polo,
occhieggia sopra la scritta "Una scelta di campo".
Pierluigi Borghini, aspirante sindaco, trombato, dello
stesso Polo nel 1996 e candidato, sempre per il Polo, non si
sa ancora a che cosa, si rilancia con "Una scelta
decisiva". Che almeno gli elettori facciano la
"scelta giusta".
(27-3-2001)
METROPOLIS
Il prossimo
Congresso Mondiale del Trasporto Pubblico avrà per sede
Roma, come deciso a Parigi dall'assemblea generale
dell'Unione. "Per la nostra città è una grande
soddisfazione, se si pensa che da trent'anni questo
congresso non si teneva in Italia" ha detto il
presidente dell'Atac, Mario Di Carlo. Per sua fortuna, i
delegati raggiungeranno in taxi la sede dei lavori. Perché
se decidessero di affidarsi ai mezzi pubblici capitolini,
arriverebbero certamente in ritardo. O non arriverebbero
affatto. (20-3-2001)
METROPOLIS
"Penalizzare
lo scalo di Fiumicino a favore della Malpensa fu un
errore. Nessun paese al mondo ridurrebbe mai il traffico
aereo sulla capitale". Voce dell'opposizione? No, a
parlare è Nerio Nesi, neocomunista ministro dei Lavori
Pubblici del governo di centrosinistra. Concorda con lui
Walter Veltroni, segretario dei Ds e aspirante sindaco
di Roma. Tace l'ex sindaco e aspirante premier Rutelli,
che a suo tempo fu d'accordo, con D'Alema e Veltroni,
sul progetto del ministro diessino Burlando a favore di
Milano-Malpensa. Non c'è dubbio: la sinistra cosiddetta
di governo diventa, sempre più spesso, sinistra di
rimpianto. (16.3.2001)
Le
domeniche a piedi
AUTO
FERME, STESSO INQUINAMENTO
La
fonte, si tratta della Fiat, è probabilmente interessata, ma certo
attendibile. Le giornate domenicali con chiusura di larghissime zone
delle città al traffico automobilistico, apportano solo leggere
riduzioni dell'ossido di carbonio. Eppure si continua a parlare di
successo. Domenica scorsa a Roma l'intasamento di automobili
infuocate che giravano impazzite intorno alla zona chiusa (neppure i
residenti potevano rientrare nelle loro case prima delle 18) era
talmente insostenibile che persino i vigili avevano rinunciato a
svolgere il proprio ruolo. Le emissioni di quella massa di motori
sferraglianti erano salite a mille, le strade erano invase da
vetture inquinanti come e più degli altri giorni della settimana.
Con balsamici effetti sui polmoni dei cittadini che abitano fuori
della fascia protetta, effetti subito trasferitisi, via etere, nei
polmoni dei romani favoriti, si fa per dire, dal blocco. La verità
è che il problema del traffico e delle emissioni nocive è
strutturale. Non lo si risolve chiudendo la città una volta al mese
o addirittura, come proposto dal ministro Bordon, per tutti i week
end. Dice Giorgio Goggi, assessore al Traffico di Milano:
"Bloccare mezza città è inutile, ci vogliono soluzioni
diverse, come la regolamentazione dei flussi e un sistema di
parcheggi di scambio armonizzati con i mezzi pubblici. Insomma, non
demagogia…".(13-3-2001)
METROPOLIS
Continua
lo sfascio di Roma. Dopo l'Ambra Jovinelli diventato un
supermercato Upim e la copertura dell'Ara Pacis
smantellata solo perché fatta, con criterio, nel 1937,
anche i preziosi mosaici della stazione Ostiense,
realizzati nel 1938, sono a rischio di estinzione. Ora
fanno da pavimento a un supermercato. Denuncia il prof:
Muratori, ordinario di storia dell'architettura alla
Sapienza: "Stanno distruggendo l'arte del
Novecento". Adesso i soprintendenti romani vorrebbero
ricoprire di vetro addirittura i Mercati Traianei. Sempre
Muratori dice, dei loro interventi: "E' come vedere
un carabiniere che ruba. Non ci si può credere".(13-3-2001)
NUOVA
LEGGE PER LO SPORT NEL LAZIO
Un'agenzia
regionale sportiva, un museo multimediale dello sport, contributi
all'associazionismo sportivo, ma anche allo sport di
"vertice", ovvero l'agonismo, stanziamenti per la
costruzione di palestre nelle scuole di Roma e Lazio. Non solo.
Fondi per le attività motorie dei portatori di handicap,
semplificazione normativa e amministrativa, possibilità di acquisto
- anche tramite società per azioni - di complessi sportivi di
particolare pregio artistico. Primo fra tutti il Foro Italico, che
la sinistra ha più volte annunciato di voler vendere. E proprio
nella sala congressi della piscina coperta del Foro Italico, un bene
che è patrimonio di tutti e che non dovrebbe essere messo
facilmente all'asta, lo stato maggiore di An in Regione ha
presentato ieri il Testo Unico sullo Sport. E di cui il primo
firmatario è Fabio Rampelli, capogruppo del partito alla Pisana.
"Serviva un progetto che riaffermasse la libertà e l'autonomia
in ambito sportivo - ha detto il governatore del Lazio- dopo quello
che è accaduto negli ultimi anni la sinistra ha disseminato questo
importante settore di disastri inenarrabili. Veltroni prima e la
Melandri dopo hanno cercato di occupare il mondo dello sport al
quale nondimeno va garantita la più ampia autonomia. La sinistra,
al contrario di An, ha sempre guardato con sospetto allo sport - ha
continuato Francesco Storace - perché esso, che è sinonimo di
libertà, rappresenta un muro insormontabile contro
l'indottrinamento e il tentativo di addomesticare i giovani al
dominio culturale perseguito dalla sinistra. Ogni riferimento al
decreto Melandri è puramente voluto". "Si tratta - ha
detto Fabio Rampelli - di una legge innovativa e d'avanguardia, di
un provvedimento destinato a incidere profondamente sulla diffusione
della pratica sportiva. Sino a oggi la Regione Lazio si è
disinteressata allo sport producendo solo una selva di leggi e
leggine utile per distribuire fondi a pioggia per una ristretta
nicchia di privilegiati. Con questo testo unico, invece, si abrogano
19 leggi preesistenti e si punta alla semplificazione normativa,
rispondendo così a un impegno preso dal centrodestra in campagna
elettorale".
METROPOLIS
La
Santa Sede ha risposto con un silenzio poco caritatevole
all'invito del procuratore Gianfranco Amendola, che l'ha
citata in giudizio perché le potenti antenne della Radio
Vaticana, che trasmette in tutto il mondo, emettono da
S.Maria di Galeria pericolosissime onde elettromagnetiche.
L'Agenzia laziale della Sanità ha denunciato che i
bambini che vivono in zona corrono il rischio di leucemia
sei volte in più dei loro coetanei romani. Risposta: i
tre responsabili di Radio Vaticana si sono resi
ufficialmente irreperibili. Rivendicano il diritto di non
ingerenza e quindi di non poter essere processati in
Italia. La leucemia, purtroppo, non si nasconde, né
rispetta Concordati e patti bilaterali. Più
semplicemente, uccide.
METROPOLIS
Requiem
per la tipica cucina romana. Mentre cervello, trippa e
pajata sono diventate merci di contrabbando,
"spacciate" sottobanco come ai tempi del
proibizionismo, impazzano nella Capitale i ristoranti che
servono costolette di canguro, bistecche di struzzo,
spezzatino di coccodrillo. Mucca pazza e afta epizootica
hanno inferto un colpo mortale a tradizioni culinarie
antiche. Bei tempi quando ci si lamentava di Mac Donald's.
Finiremo per mangiare anche i cani, come i cinesi?
METROPOLIS
Mentre
Veltroni e Tajani continuano a promettere la Roma che non
c'è, ci ha pensato Il Sole-24 Ore a farci conoscere la
Roma che c'è, cioè quella che ci ha lasciato Rutelli.
Siamo al sessantottesimo posto fra le grandi città in
quanto a vivibilità. In pratica, zona retrocessione. In
materia di sanità, beni di consumo, politica sociale,
trasporti, economia, ordine pubblico Roma si piazza sempre
nella retroguardia, Vienna è prima fra i paesi della
Comunità. Non demoralizziamoci. A Calcutta, Kinshasa e
Kabul si vive peggio.
METROPOLIS
Il
teatro Brancaccio, affidato a Gigi Proietti, rischia di
non avere una sua stagione: mancano i soldi e Ministero,
Regione e Comune non si sono fatti ancora vivi. A parte la
delusione per il silenzio, meglio chiudere il teatro che
accettare un'operazione come quella fatta all'Ambra
Jovinelli. Si entra nello storico tempio
dell'avanspettacolo e anziché essere introdotti in
platea, ci si trova in un supermercato con tanto di
megainsegna luminosa Upim. A fianco una banca. Il teatro
è al primo piano. Tutto questo lo hanno chiamato
"recupero".
Utopie
e tristi realtà
ROMA
CAPITALE DELLA PACE O DELLA GUERRIGLIA DA STADIO?
In
una trasferta americana il segretario Ds Walter Veltroni ha
incontrato il segretario generale dell'Onu Kofi Annan e l'ex
Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Al primo ha proposto di
fare di Roma, già sede degli organismi internazionali della Fao e
dell'Ifad, "la capitale mondiale della solidarietà e della
lotta contro la fame nel mondo". Una idea indubbiamente bella e
che ben si sposerebbe con le inclinazioni di una Capitale che è
anche cristiana. Poi l'indomani si legge della guerriglia scatenata
dagli ultrà dopo e prima della partita Roma-Liverpool. Con un
bilancio di undici persone ferite a coltellate, con conseguenze
anche gravi. Come conciliare la vocazione pacifista, che potrebbe
essere un vero fiore all'occhiello, con una città che continua ad
essere ostaggio della violenza e dell'idiozia da stadio? Dove sono
finite le promesse roboanti delle autorità calcistiche e dello
stesso ministro Bianco? Ogni domenica, non solo a Roma, purtroppo il
fenomeno si ripete. Al punto che i tanto temuti "hooligans"
hanno finito con il fare una bella figura. Si parla quotidianamente
di sicurezza. Si dovrebbe cominciare a garantirla alla domenica
della brava gente, che per fortuna è ancora maggioranza, che va
allo stadio per vedere uno spettacolo e divertirsi. (nella
copertina del Venerdì
di Repubblica la condanna di un altro dei vergognosi vizi da
stadio: il razzismo in generale e quello in particolare contro i
giocatori di colore. Verso i quali si infierisce ogni volta che
toccano palla con cori di "buuuu...")
METROPOLIS
Le
strade di Roma sono diventate una pista ideale di rodaggio
per motociclette e scooters. Una grande industria
giapponese da qualche tempo collauda gli ultimi prototipi
facendoli semplicemente circolare all'interno della
Capitale. Fra buche, dossi, sampietrini sconnessi si
ottengono, gratis, test severi e attendibili. Se Veltroni
e Tajani, anziché fronteggiarsi sul vago, impostassero un
piano quinquennale di risanamento delle strade capitoline
e lo portassero a termine, stiano certi di una cosa: a
dispiacersene sarebbe solo l'industria giapponese di moto
e scooters.
SERPICO
IN BORGHESE SUI BUS CALDI
C'è
voluto l'arrivo del neo commissario straordinario al Comune di Roma
e di un nuovo questore per vedere pattuglie di poliziotti in
borghese sui mezzi pubblici contro borseggiatori, portoghesi e ladri
sempre più frequentemente in attività. Da una settimana 30
pattuglie sono sguinzagliate sui mezzi pubblici cosiddetti
"caldi" - ovvero il 64, il 105, l'86 e il 217 - con un
bilancio dei risultati che è ancora presto da definire, ma che sta
indubbiamente funzionando da deterrente per i malviventi. Obiettivo
dell'iniziativa, quello di aumentare la sicurezza a bordo dei mezzi
pubblici gestiti dalla società Trambus, ma anche per proteggere
negozi e pattugliare strade. Ora più che mai dopo l'episodio della
sparatoria che nel dicembre scorso ha visto vittima l'autista
Claudio Candidi, alla guida del 628. In realtà i poliziotti in
divisa a bordo degli autobus sono pochi. Ma è un fatto cautelativo.
I veri "serpiko" della situazione sono agenti in borghese,
su auto civette che seguono i mezzi a distanza ravvicinata ma pronti
ad intervenire per ogni eventualità. Gli autisti dell'Atac
confermano che il provvedimento sta avendo buoni risultati e che è
stata registrata una diminuzione dei borseggiamenti e dei furti,
oltre che delle molestie: E' da sperare che tutta l'operazione non
resti un episodio.
METROPOLIS
In
tempi di sonno per la lettura, va segnalata l'iniziativa
della Provincia di Roma che ha allestito a biblioteca
mobile un vecchio double-decker, il famoso autobus a due
piani inglese. Il bus girerà nei comuni dei Castelli
romani, portando in giro libri, a disposizione di chi avrà
voglia di averli in prestito per leggerli. A bordo anche
quattro postazioni internet. I più antichi veicoli di
cultura come i libri e l'informazione globale possono,
quindi, coesistere. Ancora meglio, se la politica è
intelligente.
METROPOLIS
Jadi
Carboni, la diciannovenne accoltellata a San Lorenzo
dall'ex fidanzato, poi suicida, racconta: "Ricordo
con dolore l'indifferenza della gente. Fabrizio mi colpiva
con furia e intorno a me sentivo solo grida, ma nessuno ha
mosso un dito. E quando sono caduta a terra svenuta, uno
sciacallo mi ha rubato pure il telefonino".
Metamorfosi di uno storico quartiere popolare dove un
tempo la solidarietà era nell'aria. Oggi, ultimo polo del
divertimentificio romano di fine settimana, evidentemente
ha cambiato pelle. Il business non ha anima.
METROPOLIS
Serena
Dandini, nominata da Rutelli direttore artistico del
mitico Ambra Jovinelli, si è puntualmente portata dietro
nella nuova impresa il bassista Lele Marchitelli, suo
compagno di vita, accompagnato da una band di sei
elementi. Marchitelli, che è degno allievo della Dandini,
si è fatto seguire dal fratello Maurizio, scenografo. La
presentatrice che non smette mai di sorridere, neppure ai
funerali, impone da sempre in tutti i suoi programmi la
partecipazione dell'intera compagnia, ennesimo trust della
nostra tv. La bandiera del "tengo famiglia"
continua a svettare gagliarda, trasversale e mai
ammainata, sull'italico spettacolo.
INAUGURAZIONI
ELETTORALI: IL FORUM CHE NON C'E'
Ancora
una volta Francesco Rutelli, dopo i tre milioni di lettere di saluto
spedite ai romani a spese dei…romani, usa specchietti per le
allodole per farsi campagna elettorale. L'ultima impresa risale a
domenica 28 gennaio. Rutelli, prima di passare il testimone a Walter
Veltroni, inaugura in pompa magna il Forum Centro Informativo dei
Fori Imperiali, voluto dal Comune di Roma e sponsorizzato da una
casa automobilistica tedesca. Alla cerimonia partecipa anche
l'assessore alla cultura ancora in carica, Gianni Borgna. I due
gongolano, la folla assedia l'ex sindaco aspirante presidente del
consiglio. Teatro del minuetto: il grazioso cortile appena
restaurato del nuovo centro informativo, situato nell'ex deposito
Ama. Applausi, dichiarazioni a braccio, telecamere, flash. Rutelli
abbraccia il suo vice nonché ex assessore al traffico, Walter Tocci
ai bordi dell'acquario-piscina e per la forte emozione persino i due
pesci calati in acqua poche ore prima non reggono allo stress e ci
lasciano le pinne. Nella mastodontica struttura c'è di tutto:
panchine, salici piangenti, una fontana per pesci rossi, una
pavimentazione nuova di zecca, due antichi cancelli restaurati,
decine di computer, quadri, scrivanie, un enorme vetrata e persino
il prato all'inglese. Manca soltanto chi dovrebbe dare informazioni
a turisti e pellegrini. Vi si potrebbe accedere sia da via dei Fori
Imperiali che da via del Tempio della Pace. Si potrebbe, ma in realtà
non si può. Motivo? Da lunedì è chiuso al pubblico. La sua vita
è durata solo il tempo dell'inaugurazione e a Rutelli per farsi
vedere. Come se non bastasse il Forum si trova a cinque metri da uno
dei tanti Pit, punto informazione turistica, collocato in piazza del
Tempio della Pace. E proprio un operatore Pit lamenta: "Il
Forum è stato inaugurato domenica scorsa per riaprire forse tra
qualche settimana. Perché? A noi nessuno dice nulla e poi il Forum
è nato solo ed esclusivamente per le prenotazioni di visite ai Fori
Imperiali. Cosa ben diversa dai Punti informazione per turisti. Noi,
invece, offriamo ai turisti la mappa ufficiale di Roma". E
nella "Charta di Roma", offerta gratuitamente in ogni Pit,
ci sono anche i siti dei Fori Imperiali, del Foro di Traiano e del
Foro Romano-Palatino. La domanda sorge spontanea: a cosa serviva un
centro prenotazioni per accedere ai Fori Imperiali se già esiste? E
perché inaugurarlo con la solita sceneggiata, per poi richiuderlo
dopo 24 ore ? La vicenda di questo Forum è singolare. Circa due
anni fu realizzato all'interno di un'orribile "teca
moderna" in vetro e acciaio, collocato a largo Corrado Ricci e
sempre sponsorizzato dalla solita casa automobilistica tedesca. Un
vero e proprio pugno nello stomaco. Anche perché più che un centro
informativo, esso appariva in effetti come un enorme, gratuito stand
pubblicitario, pieno di modelli di automobili in scala. E la gente
che entrava con i bambini non per avere informazioni, ma per
comprare automobiline. In aggiunta l'intera struttura copriva e
violentava la visuale dei Fori Imperiali fino a via Cavour. Dopo le
numerose proteste del sovrintendente La Rocca, il mastodontico
edificio viene smantellato definitivamente. Era lo scorso settembre.
Costo della demolizione: due miliardi, lira più lira meno. Con
risultati anche in questo caso discutibili. Il palazzo che ospita il
Forum, di proprietà comunale, ha tre facciate tutte di colore
diverso. Su via dei Fori Imperiali, infatti, la parete pulita è di
color rosso mattone, il lato di via del Tempio della Pace è nero e
marrone, scrostato e imbrattato con scritte sui muri, mentre il lato
che dà su via del Colosseo, dopo essere stato ristrutturato, è
oggi dipinto con i colori del bianco e dell'ocra. Ma tanto, siamo a
Carnevale.
METROPOLIS
Il
candidato sindaco del Polo delle Libertà, Antonio Tajani,
si è presentato assicurando di "voler riportare Roma
al ruolo che le spetta fra le grandi capitali del
mondo" e altre cose del genere. Come dire: "dopo
il tramonto viene la sera" oppure "la palla è
rotonda" o "chi non beve muore di sete".
Possibile che non si possano mai ascoltare discorsi più
concreti? Non sarebbe più semplice presentarsi così:
"Ci sono tre o quattro problemi prioritari. Li voglio
risolvere, poi mi giudicherete" e mettersi a
lavorare? Se eletti. Invece, no. Fiumi di retorica e
cortine di fumi. Ora aspettiamo Veltroni.
ELETTROSMOG:
23 SITI PERICOLOSI NEL LAZIO
Sono
23 i siti nella regione Lazio che si fregiano della maglia nera per
quanto riguarda l'emissione di onde elettromagnetiche, nocive per la
salute dei cittadini. Dopo i sigilli apposti su Monte Mario ai
ripetitori dell'emittente radiofonica religiosa "Radio Maria",
il problema della delocalizzazione degli impianti, da trasferire in
località dove non ci siano pericoli per la sanità pubblica, è
diventato di urgente attualità nel Lazio. Per il momento è
intervenuto d'autorità il magistrato Gianfranco Amendola, che ha
bloccato Radio Maria perché gli impianti dell'emittente
diffondevano onde elettromagnetiche al si sopra dei limiti di legge,
ma non si può dire che ci siano attualmente norme adeguate a
risolvere il problema. Nella stessa condizione di pericolosità si
trovano, ad esempio, le potentissime antenne della Radio Vaticana,
attive nella piana di Cesano. Come al solito, si registra uno
scollamento fra governo e regioni. Il governo ha, infatti, varato
una legge tutto sommato severa (multe fino a 600 milioni di lire per
gli inadempienti) sul riordino dell'attività delle emittenti
radio-televisive, delegando alle regioni il compito di individuare i
siti dove trasferire gli impianti pericolosi, ma ha, nello stesso
tempo, vincolato il trasferimento all'approvazione del nuovo piano
nazionale delle frequenze, che ancora non c'è. Di conseguenza, solo
il magistrato può intervenire, come nel caso di Radio Maria. Perciò
il problema resta in piedi e quasi certamente sarà rinviato alla
prossima legislatura.
METROPOLIS
Alcune
menti illuminate dell'Ufficio Traffico avevano partorito
l'idea di risolvere con una semaforizzazione intensiva il
problema degli ingorghi allucinanti di piazza dei Giochi
Delfici, da eleggere a sito simbolico della pessima
circolazione automobilistica romana. Costo 300 milioni.
Naturalmente non ha funzionato. A semafori per poco accesi
e subito spenti, dobbiamo chiederci: chi paga per questi
sprechi? E se fossero bastati due vigili? La tecnologia è
utile, ma notoriamente ottusa. Se nel cervello della
macchina si immettono sciocchezze, essa partorisce
sciocchezze. Nella piazza in questione, ingorghi clonati
all'infinito. Bravi.
METROPOLIS
La
Sovrintendenza Archeologica di Roma ha bloccato i lavori
di demolizione della vecchia struttura protettiva dell'Ara
Pacis, perché ritenuti pericolosi per la sicurezza del
monumento. "L'Ara Pacis non è un baraccone
industriale, che se cade pazienza - ha detto il
sovrintendente Adriano La Regina - ma uno dei manufatti più
importanti dell'antichità". Al comune avevano forse
scambiato l'Ara Pacis per il Centro Turistico Informativo
di largo Corrado Ricci, finanziato dalla Volkswagen,
orrendo scatolone in ferro e lamiere con vista sui Fori,
poi demolito a furor di popolo. Ma quello era un baraccone
pubblicitario. L'Ara Pacis è un'altra cosa.
I
pellegrini del Giubileo
PATRIMONIO
DA NON PERDERE
Con
la chiusura dell'Anno Santo, anche i dati sul flusso di pellegrini
nella Capitale nel corso del 2000 sono diventati ufficiali: 24,5
milioni di arrivi a Roma e provincia (con un incremento del 23 per
cento rispetto al '99) per 67 milioni di presenze. Si calcola che i
visitatori abbiano speso 13.390 miliardi (+2.020 miliardi rispetto
all'anno precedente), che hanno attivato 494.000 unità di lavoro,
con una crescita di 74.000 posti, soprattutto nel settore
alberghiero, del commercio e dei pubblici esercizi. Adesso,
sottolineano gli operatori del settore, si tratta di non perdere
questo patrimonio di presenze, che anzi dovrebbe costituire un
volano per l'immediato futuro. Tanto più perché, come ha
recentemente rilevato il direttore del Censis, Giuseppe Roma, gli
stranieri desiderano visitare Roma più di ogni altra città al
mondo. La Capitale però, aggiunge il direttore del Censis,
"deve puntare a migliorare la sua offerta turistica per poter
mettere a frutto la forte attrattiva che esercita. Teniamo conto che
Londra, prima città turistica europea, dovrebbe aver superato nel
2000 i 70 milioni di presenze". La valutazione Censis parla
anche di 15,9 milioni di presenze negli alberghi di Roma e
provincia, con un aumento degli stranieri del 5,4 per cento rispetto
allo scorso anno. La crescita ha riguardato soprattutto hotel di
qualità (quattro e cinque stelle): in testa agli arrivi ci sono
americani, giapponesi e inglesi.
METROPOLIS
In
alcuni ristoranti di Testaccio, il cuore popolare di Roma,
trippa e pajata vengono da qualche settimana portati in
tavola sottobanco. "La cucina romana sarebbe finita,
senza questi piatti" dicono alcuni ristoratori
storici, che continuano a servire clienti "senza
paura", per nulla preoccupati dei terrificanti
effetti della mucca pazza. Così è nata una nuova figura
del proibizionismo: lo spacciatore di interiora
fuorilegge. Chi poteva mai immaginare che nel terzo
millennio, fra le varie crisi di astinenza, avremmo avuto
anche quella della trippa e della pajata?
CASE
COMUNALI (A BUON PREZZO) PER I SOLITI NOTI?
"Gli
immobili di proprietà del Comune verranno al più presto venduti e
non svenduti. Ma con il ricavato, anziché pagare i servizi sociali
- cosa per la quale non ci sarebbe nulla di male - investiremo in
altri immobili. E più precisamente acquistando nuove case popolari
per i senzatetto. La nostra vuole essere un'iniziativa sociale.
Vendiamo e acquistiamo a prezzo di mercato. Il Campidoglio non è il
Gabetti della situazione, non affitta agli amici degli amici, non
vuole fare il padrone di casa di nessuno né intende speculare su
quanto possiede. Il patrimonio verrà alienato ma a prezzo di
mercato e sotto gli occhi di tutti, in totale trasparenza. Non solo,
ma gli acquisti di nuove case popolari verranno effettuati seguendo
i criteri dei bandi pubblici. Bandi che regolarmente vengono
pubblicati su quotidiani e la stessa gazzetta ufficiale". Con
queste parole Giancarlo D'Alessandro, assessore al Patrimonio del
Comune di Roma, ha voluto replicare alla notizia apparsa sul
quotidiano Libero che titolava "Case a Roma, saldi di inizio
stagione. Elettorale". Era prevedibile che il Comune
professasse le migliori intenzioni, ma non a caso già oggi molti
appartamenti di proprietà, o semplicemente in affitto, sono
intestati a cognomi noti. Tra i quali D'Antoni, Brutti, Amendola, L.
Andreotti e la moglie dell'ex direttore del settimanale Avvenimenti,
Claudio Fracassi, la signora Tiziana. "Semplici omonimi"
dicono al Comune, ma guarda caso abitanti in case di prestigio in
via del Colosseo, piazza Margana, largo Corrado Ricci e in via dei
Fori Imperiali e che per primi eserciteranno l'opzione per
l'acquisto a buon prezzo delle case in questione. Ma la giunta di
sinistra nega tutto. E indice in fretta e furia una conferenza
stampa, il cui tema è proprio il "Rapporto sul patrimonio
immobiliare del Comune di Roma". Racconta D'Alessandro:
"Il Comune è proprietario di ben 48.590 beni. Di questi 9.696
immobili del demanio, 35.197 beni del patrimonio indisponibile e
2.954 beni del patrimonio disponibile gestiti in regime locativo,
con 1.302 alloggi e circa 820 locali commerciali e magazzini. Si
tratta di una risorsa economica cospicua: il valore inventariale
complesso ammonta a 8.920 miliardi al lordo degli ammortamenti e al
netto delle manutenzioni, quasi 4mila miliardi il valore del
patrimonio a destinazione residenziale (alloggi e pertinenze), 3.485
miliardi i beni ad uso strumentale (edifici scolastici, uffici e
servizi), 1.083 miliardi le infrastrutture a rete. Finora il Comune
di Roma ha venduto solo patrimonio non abitativo. Ovvero bar,
ristoranti, uffici, garage, cantine, strade e scuole. Chiunque dica
il contrario dice il falso". Così il Campidoglio ha deciso.
Una volta approvata in consiglio comunale la delibera per la
vendita, la società immobiliare del Comune "Risorse per Roma"
farà le stime per il prezzo di mercato. Fatte le stime offrirà
agli inquilini la possibilità di acquistare a prezzo di mercato e
con lo sconto del 30 per cento. Se l'inquilino non intende comprare,
l'immobile andrà all'asta. Non sono obbligati all'acquisto gli
ultra 75enni e le famiglie con un reddito inferiore ai 36 milioni
lordi annui. Questi ultimi, infatti, potranno continuare a pagare
l'affitto. Dal 1996 ad oggi dei 200 immobili messi all'asta ne sono
stati venduti 170. Altri 23 immobili, per un valore di 16 miliardi,
verranno alienati all'asta entro il 20 febbraio prossimo. Stefano
Tozzi, assessore alla Casa e al Lavoro spiega: "La vendita e
non la svendita degli immobili non servirà a portare soldi nelle
casse comunali ma per acquistare una nuova fetta di patrimonio.
Ovvero case popolari per i senzatetto". Ma il consigliere della
Lista Pannella, Rita Bernardini, la prima a svelare sul sito
www.radicali.it la delibera 2532, parla di "svendita scandalosa
e clientelare", dichiarando di aver chiesto quali appartamenti
siano stati già venduti e a che prezzo. Senza ottenere ancora
risposta.
METROPOLIS
Nelle
stazioni della metropolitana di Roma sono comparsi da
qualche giorno i bagarini, che in genere si incontrano
allo stadio. Essendo fuori uso quasi tutte le macchine
automatiche per l'acquisto dei biglietti, i bagarini hanno
venduto ticket validi 75 minuti a 2000 e persino a 2500
lire, contro le normali 1500. E il popolo dei viaggiatori,
quello che per necessità e scarse risorse è costretto a
usare gli impraticabili mezzi pubblici capitolini, ha
dovuto piegare il capo, pur di non pagare una multa da
100mila lire. Che nostalgia la metropolitana di Bucarest.
L'ACQUA
MISTERIOSA DI MONTE MARIO
Il
terzo millennio ha esordito a Roma con l'enigma dell'acqua
misteriosa che da mesi inonda la Panoramica di Monte Mario in
direzione di piazzale Clodio a partire dall'incrocio con via
Trionfale. L'importante arteria che collega i quartieri di Balduina,
Camilluccia, Belsito e di Trionfale, nel giro di una settimana è
stata chiusa al traffico ben due volte - e più esattamente il 22 e
il 28 dicembre scorsi - perché trasformatasi in una vera e propria
"lastra di ghiaccio" fatale per gli automobilisti. Ma è
dallo scorso aprile che la carreggiata in questione viene invasa
dall'acqua. E' stato accertato, dopo vari controlli effettuati
dall'Azienda municipale ambiente (Ama), che non si tratta di acqua
fuoriuscita dalle fogne perché non emana cattivo odore, né di un
liquido versato da ignoti, ma probabilmente proveniente da una fonte
misteriosa che nessuno finora è riuscito ad individuare. La cosa
ridicola è che in una metropoli come Roma non siano ancora stati
interessati tecnici e mezzi per risolvere il problema. E dire che
basterebbe intervenire con delle prospezioni, con dei sondaggi del
terreno per venirne a capo. Ma nulla è stato fatto. A parte
chiudere e recintare la strada. L'Ama, dopo aver gettato quintali di
sale sull'asfalto per far sciogliere il ghiaccio ha detto basta.
L'acqua continua a fuoriuscire e come "una goccia cinese"
gela ugualmente e costantemente il manto stradale. Oggi ricoperto da
una vera e propria poltiglia di sale, sabbia e fango. Sullo sfondo
il solito scarica barile tra Ama, vigili urbani e XVII
Circoscrizione. Sul giallo dell'acqua lungo la Panoramica Sergio
Tintisano, dirigente dell'Ama nell'area della XVII non ha dubbi:
"L'acqua di sicuro proviene dalla parete del Monte Mario poiché
il muro di cinta in quel tratto è perennemente bagnato, anche a
Ferragosto. Io stesso lo scorso aprile segnalai quella perdita
d'acqua. Acqua che con le temperature basse dei giorni scorsi si è
trasformata in una pista di pattinaggio per le auto. Per quasi una
settimana - ha aggiunto Tintisano - prima della vigilia di Natale e
subito dopo siamo stati chiamati per gettare il sale su quel manto.
Poi abbiamo detto basta perché spetta al Comune riparare il danno.
Come? Con sopralluoghi e interventi tecnici". Che naturalmente
non ci sono ancora stati. Il mistero continua.
Le
opere pubbliche realizzate
VANTI
DA GIUBILEO
"Con
il loro millenario senso di ospitalità, i romani hanno incontrato
e festosamente accolto folle oranti di pellegrini. Roma non è fatta
soltanto di vestigia del passato. Al contrario, è formata da un
popolo vivo, accogliente e aperto che ha saputo dare il benvenuto
ad altri popoli con quella larghezza di cuore tipica di questa gente
generosa": così, con una grata lode ai romani, il Cardinale Segretario
di Stato, Angelo Sodano, commenta la buona riuscita dell'anno giubilare.
Senza trionfalismi, pur avendone probabilmente motivo, ma dando
a Cesare tutto quel che è di Cesare. Di tutt'altra pasta il giubilo
manifestato da Francesco Rutelli. Tracciando un bilancio ovviamente
entusiastico, l'ex sindaco della Capitale ha attribuito a se stesso
e alla sua Amministrazione ogni merito. Ma è incappato in una serie
di lapsus volontari, elencando tre le opere realizzate talune (e
sono le più significative per la città) che con il Giubileo non
avevano nulla a che fare. Proviamo ad elencare: la ristrutturazione
della Stazione Termini (in realtà passata a privati), un altro tratto
della terza corsia del Gra e dell'intera Roma-Fiumicino (in programma
da anni), il raddoppio e l'elettrificazione della ferroviaria San
Pietro-La Storta-Cesano-Viterbo (tra l'altro, inaugurata solennemente
dal sindaco all'inizio del 2000, ha visto aprirsi in sordina la
stazione del Gemelli giusto il giorno della chiusura dell'anno giubilare,
mentre un'altra stazione è ancora di là da venire), la ristrutturazione
dell'aeroporto di Fiumicino (le opere realizzate dalla società Aeroporti
di Roma nulla avevano a che vedere con l'Anno santo). Chi sa se
un po' di modestia avrebbe garantito qualche indulgenza in più...
LA
PAGELLA DI RUTELLI
Roma
promossa o bocciata dopo 8 anni di guida ininterrotta da parte di Francesco
Rutelli? C'è chi, come la scrittrice Melania Mazzucco o l'urbanista Carlo
Aymonino o il regista Maurizio Scaparro, giudica la Capitale più bella e più
vivibile. Ma altri sono di parere nettamente contrario e bocciano senza vie di
scampo il quasi ex sindaco. Domenico Di Masi, sociologo del lavoro:
"L'Università di Roma ha 150 mila iscritti e 13 mila docenti, ma è
stata completamente trascurata come forza culturale trainante della città. Il
centro? Un suk: pozzanghere, pavimenti divelti, marciapiedi
impraticabili". Lo stilista Roberto Capucci: "Molti restauri sono
autentiche atrocità. Il settecentesco Teatro Argentina è avvilito, per
incultura vandalica, a sfondo del capolinea del tram 8". Accanto a una
rete di metropolitana assolutamente insufficiente, Franco Bernabè, ex
presidente di Eni e Telecom Italia, ritiene che il primo problema di Roma,
"vero elemento di sofferenza economica nel futuro", sia il
"declassamento" dell'aeroporto di Fiumicino, "per di più a
favore di un'area problematica come Malpensa". E se "notevole"
è stato lo sforzo dell'amministrazione Rutelli sul cuore antico della città,
"meno notevole" quello sulle periferie: "Uscendo dal centro -
denuncia Bernabè - quasi tutta la città è devastata, mortificata…
Qualsiasi ingresso a Roma dalle vie consolari, dalla Cassia all'Aurelia, offre
un panorama di disordine mortificante al quale si aggiunge la vecchia piaga
dell'abusivismo edilizio ancora aperta". Bocciature più chiare di così…
METROPOLIS
Il
comune di Roma, se avesse potuto, avrebbe tracciato strisce blu per
parcheggi a pagamento persino nel bagno di casa nostra, ma si è
guardato bene dall'installare macchinette che per rilasciare il
tagliando di sosta accettassero anche biglietti cartacei e non solo
monetine. Se ogni ora di sosta costa 2.000 lire, per un parcheggio
prolungato i cittadini devono andare in giro con il salvadanaio. E
sempre più spesso sono costretti a lasciare l'auto senza il necessario
tagliando di avvenuto pagamento. E' a questo punto che quelli della Sta,
autentici falchi, piombano sul parabrezza e depositano puntuali una
multa da 63mila lire. Siamo di fronte a un ennesimo episodio di
arricchimento surretizio delle casse comunali oppure sono state
installate macchine inadatte per assicurare a qualcuno un nuovo, lucroso
appalto, una volta introdotto l'euro?
STRADE PIU' SICURE: PIANO DELLA PROVINCIA
Strade
sicure, qualità della rete e il miglioramento dei collegamenti strategici.
Sono questi gli obiettivi della Provincia di Roma per i quali ha già
stanziato 6 miliardi e 800 milioni. Non solo. Dal primo gennaio 2001 l'Anas
consegnerà alla Regione Lazio 2.070 chilometri di strade statali. Di questi
ben 700 saranno sotto il diretto controllo della Provincia di Roma in aggiunta
ai circa duemila chilometri di strade provinciali gestiti fino ad oggi. Del
ruolo degli enti locali per la viabilità, trasporti e sicurezza stradale si
è discusso a Palazzo Valentini nel corso di un convegno organizzato dalla
Provincia di Roma e al quale hanno partecipato tra gli altri: il presidente
della Provincia di Roma Silvano Moffa, l'assessore ai trasporti della Regione
Lazio Francesco Aracri, il presidente della commissione trasporti, viabilità
e lavori pubblici della Provincia Bruno Petrella, l'assessore provinciale alla
viabilità Livio Del Bianco e il vicesindaco di Roma Walter Tocci. Intanto è
stato costituito il nuovo consiglio d'amministrazione della LiLa, la società
che gestisce i trasporti pubblici extraurbani e che vede nella Regione Lazio
la sua maggiore azionista. Moffa snocciola qualche dato e ricorda: "La
giunta provinciale ha approvato una serie di progetti per la messa in
sicurezza delle strade provinciali. Per puntare su sicurezza, qualità della
rete e collegamenti strategici sono stati stanziati 6 miliardi e 800 milioni.
Di questi 900 milioni - prosegue Moffa - verranno spesi per segnaletica,
illuminazione e visibilità della segnaletica stessa, con 1 miliardo e 400
milioni verrà effettuata la manutenzione straordinaria del patrimonio arboreo
mentre un miliardo è stato riservato per le colonnine SOS. Infatti, per la
prima volta, lungo le strade provinciali saranno installati 100 terminali che
permetteranno agli automobilisti di effettuare chiamate di emergenza, sia per
il soccorso meccanico che sanitario ma anche per segnalare incendi o altri
pericoli. Con un miliardo di lire sarà realizzato il progetto di
installazione di barriere metalliche e guard rail - ha poi aggiunto il
presidente Moffa - sulle strade di montagna o particolarmente scoscese. Un
altro miliardo sarà speso per la segnaletica orizzontale e verticale, da
mettere in linea con la legislazione europea. Inoltre, ai 900 milioni previsti
per l'installazione di pensiline alle fermate degli autobus, vanno aggiunti
altri 700 milioni per il monitoraggio del grado di deterioramento del manto
stradale".
METROPOLIS
La
ditta incaricata di "pulire" l'antica facciata di palazzo
Vidoni, attuale sede della Corte Costituzionale, ha cancellato le
incisioni lasciate dai Lanzichenecchi nel 1572, fino a pochi giorni fa
protette accortamente da una lastra. E così, un'altra traccia
significativa della storia di Roma è stata cancellata, grazie
all'assenza di chi dovrebbe controllare. La "violenza" si
aggiunge a quella fatta ai danni di ponte Sisto, alla distruzione della
casa di Agrippina al Gianicolo, alla fermata del tram 8 davanti la
facciata settecentesca del teatro Argentina. Prossimo record, in
negativo, la nuova copertura dell'Ara Pacis. E sarà l'apoteosi.
IL
PARCHEGGIO ELETTORALE DI VIALE MARCONI
Storia
di un parcheggio elettorale diventato fantasma nello spazio di una notte.
Questa la sua breve storia. Il 6 aprile scorso i Ds della XV Circoscrizione
inaugurano un parcheggio pubblico a raso, gratuito, illuminato e protetto in
via Pietro Blaserna, nel popoloso quartiere Marconi. Presente alla cerimonia
il ministro dei Beni culturali, Giovanna Melandri, eletta in quel collegio
nelle liste dell'Ulivo, oltre all'allora presidente circoscrizionale in quota
Ds, Giovanni Paris. Ma nonostante il taglio del nastro rigorosamente "in
pompa magna", lo spazio di ben duemila metri quadrati, nell'area degli ex
consorzi Agrari, che prevedeva circa 200 posti auto dopo appena ventiquattro
ore viene chiuso. Con lamiere, transenne e recinzioni. Motivo? Mancano le
necessarie autorizzazioni. Da allora i 47mila abitanti della zona, spesso
costretti a sostare in doppia fila, lo hanno ribattezzato il parcheggio
fantasma. Come se non bastasse, nello stesso giorno dell'inaugurazione-beffa
il centrosinistra aveva promesso un nuovo centro per anziani. Peccato, però,
che i lavori per la realizzazione di uno spazio di 300 metri quadri, a due
passi dal mega-parcheggio "invisibile", destinato a centinaia di
over settanta del quartiere non siano mai stati ultimati. Da allora sono
trascorsi sette mesi ma la situazione non è cambiata. Anzi. I residenti
continuano a soffrire per la carenza di posti-auto. Dice Carlo Sirena,
presidente del Comitato di Quartiere "Marconi 2000": "La pura
propaganda ci ha stancati. Di opere inaugurate o soltanto annunciate e mai
concluse ne abbiamo abbastanza. Noi non avevamo nulla in contrario al
parcheggio. Anzi. Peccato che si trattasse dell'ennesimo bluff pre-elettorale".
METROPOLIS
Una
buona iniziativa. L'assessore all'Infanzia del Comune, Pamela Pantano,
ha promosso un collegamento fra Roma e le principali capitali
occidentali per studiare modalità di intervento congiunte contro la
piaga del turismo sessuale, al quale si dedicano soprattutto i pedofili.
Ora attendiamo l'attivazione sollecita degli strumenti necessari a
coinvolgere anche i cittadini comuni nella lotta alla nuova forma di
schiavitù e nel recupero dei bambini-vittime. Insomma, quando si
conducono queste battaglie, la burocrazia faccia un passo indietro.
Possibilmente anche due.
METROPOLIS
A
due anni dal tragico crollo del palazzo di via Vigna Jacobini (27 morti,
fra cui 6 bambini, nella notte del 16 dicembre 1998), i due unici
sopravvissuti, Alberto Viola e sua moglie Liliana Pompei, continuano ad
essere tartassati da bollette di pagamento per servizi di cui non godono
più. In aggiunta, il Comune ha chiesto loro un affitto di circa 450mila
lire mensili più gli arretrati per essere stati ospitati, dal comune
stesso, in un piccolo appartamento al Testaccio. Quella notte i due
coniugi dormivano tranquilli quando il palazzo crollò con la loro casa.
Persero tutto, tranne la vita. Il comune, sindaco in testa, disse loro:
"Siatene certi, non vi abbandoneremo…". La promessa è stata
mantenuta. Dagli esattori.
METROPOLIS
Il
pirotecnico city manager di Roma, Pietro Barrera, sta studiando un
rivoluzionario sistema di difesa per i vigili urbani, vittime sempre
più frequentemente di violente aggressioni. Non la pistola, non il
manganello, ma uno spray al peperoncino, da portare in tasca, come già
fanno tante donne timorose di subire violenza. Così, mentre
l'aggressore spara pallottole o si avventa armato di coltello, il nostro
vigile, saltellando piacevolmente, potrà liberare nell'aria nuvolette
alla paprika o soffici proiettili al "pistillo" di Calabria.
Senza scartare qualche buontempone, che presentandosi con un piatto di
rigatoni alla pajata, potrebbe chiedere: "Scusi, mi fa una
spruzzata? Sa, a me piace piccante…".
ABORTI IN AUMENTO, SOPRATTUTTO FRA LE EXTRACOMUNITARIE
Nel
Lazio, la regione con il tasso più basso di natalità, nel solo 1998 ci sono
state 15.546 interruzioni di gravidanza. Di queste solo poco più di 4000
provenienti da certificazioni rilasciate dai consultori mentre persiste ancora
oggi la piaga dell'aborto clandestino. E sono stati proprio i consultori al
centro di una proposta di legge presentata alla Regione da consiglieri di
gruppi politici di maggioranza e opposizione, uniti nello slogan: "Libere
di scegliere la vita. Per la tutela della maternità fin dal
concepimento". Motivo dell'iniziativa: difendere e promuovere il diritto
alla vita e il valore intangibile della persona umana dal concepimento fino
alla morte naturale. Libertà di non abortire, dunque o di farlo ma
consapevolmente. In che modo? Con una corretta informazione, oltre che con la
prevenzione. "La legge quadro sui consultori, ovvero la numero 405 del
1975 è chiara - ricorda Olimpia Tarzia - Prevede un consultorio familiare
ogni 20mila abitanti. Sono trascorsi 25 anni ma nel Lazio ci sono appena 0,6
consultori ogni 20mila abitanti. Non solo. Ma la legge 194/78 attribuisce a
queste strutture attività di prevenzione, di sostegno giuridico, psicologico
e sociale. Puntualmente ciò non avviene perché i consultori da sempre
offrono esclusivamente informazioni di tipo sanitario". Da qui l'idea
della proposta di legge regionale.. Negli ultimi 5 anni l'incidenza di
interruzione volontaria di gravidanza, è stata altissima nelle zone dove si
registra una più alta densità di stranieri. A Roma i dati più significativi
ci vengono dai quartieri dell'Esquilino e Tomba di Nerone (quasi il 35 per
cento dell'intero numero di donne che hanno richiesto la certificazione per l'ivg
sono extracomunitarie), Corviale (il 60% di straniere), Appio Latino (l'80% di
extracomunitarie).
METROPOLIS
Secondo la graduatoria stilata da Legambiente sulla qualità
della vita nelle città italiane, Roma occupa uno degli ultimi posti per
quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti, che invece è già
molto avanti nel nord del Paese. In compenso l'Ama, Azienda Municipale
Ambiente, di recente si è riservata il diritto di multare i cittadini
sorpresi a depositare un sacchetto di rifiuti fuori dal cassonetto.
Giusto. Se i cassonetti non straripassero di immondizia già due ore
dopo la prima raccolta. Delle due una: o i romani trasformano le loro
abitazioni in discariche sussidiarie (e profumatissime) dell'Ama o l'Ama
si attrezza a svolgere meglio il servizio. Che naturalmente è fra i più
onerosi. Da otto mesi costa il 15 per cento in più. Multe a parte.
ROMA ANTICA A RISCHIO DI CANCELLAZIONE
Una
patina nera, presente nell'aria che si respira a Roma, diffusa, insidiosa,
devastante potrebbe lentamente cancellare uno dei patrimoni più importanti e
irripetitibili dell'antichità. Sono a rischio la Colonna Antonina, l'Arco di
Costantino, il Vittoriano, l'Arco di Settimio Severo, l'Arco di Tito, la
Colonna Traiana e decine di chiese e palazzi della Capitale. Al primo posto la
chiesa di San Filippo Neri, al ventesimo l'Aracoeli, in mezzo le chiese di
S.Croce e San Bonaventura, le basiliche inferiore e superiore di S.Clemente,
gli oratori del Gonfalone e del Caravita e persino il centro Don Orione e la
palestra ex Gil di epoca fascista. Le domeniche a piedi non bastano, né è
sufficiente la ripulitura periodica dei monumenti. Il problema è di qualità
dell'aria ed è su questo che bisogna urgentemente intervenire. All'indomani
del fallimento della conferenza dell'Aja sul clima, la questione è divenuta
di un'attualità ancora più drammatica. Maggiormente in pericolo sono i
monumenti in marmo, che rispetto a quelli in mattoni e travertino sono più
esposti all'azione corrosiva degli agenti inquinanti. Secondo la lista redatta
dall'Istituto Centrale del Restauro, gli interventi più urgenti dovrebbero
essere riservati a palazzo Barberini e a 18 fra le chiese più importanti di
Roma. La lista, messa a punto dal professor Renato Coppi, ordinario di
Statistica alla Sapienza, ha elaborato algoritmi che hanno permesso di
stabilire, in base al rischio statico, ambientale e antropico la classifica
delle emergenze.
CASA DOLCE CASA, MA QUANTO CI COSTI
Torna a
muoversi, sia pure a fatica e per taluni versi in maniera paradossale, il
mercato immobiliare della Capitale. Cresce infatti l'offerta (+7%), ma,
contraddicendo una delle regole d'oro dell'economia, salgono ancor di più i
prezzi (+9,3%). Quanto alla domanda, è ancora il punto debole del settore:
solo il 10% dei romani, infatti, intenderebbe acquistare una nuova abitazione,
l'8% cambiando casa e il 2% acquistando un secondo immobile. Ad analizzare le
intenzioni a breve termine di un campione significativo di famiglie romane è
uno studio del Cresme, nel quale si rileva che il 77% degli intervistati non
intende modificare la propria situazione abitativa. Una scelta tanto più
significativa perché appena 10 su cento dicono che non cambieranno abitazione
per scarsa disponibilità economica, e 2 perché non trovano sul mercato una
valida alternativa alla casa attualmente occupata. Secondo il monitoraggio del
Cresme, la "torta" immobiliare della Capitale, che nel periodo
1997-99 aveva un valore economico pari a 14.900 miliardi, è salita quest'anno
a quasi 17mila miliardi. Peraltro, la situazione immobiliare romana, che si
sta riprendendo faticosamente dopo una stasi cominciata nel '92 e che ha
raggiunto il punto critico nel 1994, non differisce dall'andamento del mercato
nazionale. Nel quale le compravendite sono in aumento a scapito degli affitti,
penalizzati da un regime fiscale e vincolistico che - secondo gli operatori
del settore - fa salire i canoni a livelli stratosferici.
CARO NEGOZI
Al primo
posto c'è via Montenapoleone, con il record di 3,1 milioni di lire al metro
quadro, seguita a ruota da via Condotti a Roma (3 milioni). E' la classifica
degli affitti più cari stilata sulla media che pagano gli esercizi
commerciali ogni anno in Italia. La graduatoria prosegue con via della Spiga
(2,3 milioni a metro quadro) e corso Vittorio Emanuele, sempre a Milano (1,9
milioni), la galleria Cavour di Bologna e via del Corso a Roma (a pari merito
con 1,8 milioni), via Cola di Rienzo di Roma (1,5 milioni) e via Chiaia a
Napoli (0,9 milioni).
VIGILE DI QUARTIERE: PRIMI ESPERIMENTI
Roma è a
"rischio" criminalità. Lo dicono i dati: 2899 reati ogni 100mila
abitanti l'anno. Rispetto agli anni passati è stata registrata una
diminuzione dei reati, ma i numeri restano alti e allarmanti, tali da
rilanciare l'antico e mai attuato progetto del vigile di quartiere formato
all'università, armato di pistola, sfollagente, dotato di giubbotto
antiproiettile, manette, radiotrasmittente, cellulare e macchine potenti. Non
uno "sceriffo" allo sbaraglio, dunque, ma una figura preparata per
combattere e prevenire la micro-criminalità. Il vigile di quartiere che
tuteli la sicurezza sul territorio e una nuova legge quadro per le forze
dell'ordine sono stati al centro del convegno "Modello Roma",
organizzato a Palazzo Valentini. Adalberto Baldoni, vicepresidente del
consiglio comunale di Roma, considera: "Mentre la capitale è sempre più
violenta, la maggioranza si ostina a non volere il vigile di quartiere armato.
La ricetta per una Roma più sicura? Collaborazione tra le forze dell'ordine,
riqualificazione delle periferie e lotta alla microcriminalità: Furti,
scippi, usura, violenza su minori e sulle donne, spaccio di stupefacenti, sono
sempre più spesso nelle mani dei clandestini - Il vigile di quartiere ha un
senso solo se preparato e con la pistola in mano. Proprio come ha voluto il
sindaco Albertini a Milano". Un esperimento di vigile di quartiere sarà
attuato a partire da gennaio nella XVI circoscrizione, in particolare nelle
zone di Monteverde e Trastevere. Un'altra iniziativa è allo studio nella I
circoscrizione.(grafico
tratto da Il Messaggero)
METROPOLIS
Da qualche
giorno l'Atac è impegnata in un'altra delle sue strampalate
campagne autopromozionali. Dopo aver assunto 100 nuove conducenti,
ha tappezzato mura e bus della città con enormi manifesti,
da ognuno dei quali una fotomodella in divisa da autista fa
sapere: "Con 100 nuove conducenti, l'Atac moltiplica le sue
attenzioni. Per te". All'Atac verrà mai in mente che se c'è
una cosa da moltiplicare, questa è l'efficienza del servizio?
OSTIENSE:
I MINI-TERREMOTI CORRONO IN METRO
Da
oltre tre anni sono "ostaggi" dei rumori, giorno e notte. Soffrono
di insonnia, esaurimento nervoso e accusano anche neoplasie. Il
loro inferno si svolge dentro le mura di palazzi che vibrano, in
abitazioni sempre meno sicure, con le pareti lesionate a causa di
frequenti oscillazioni, talmente insopportabili da essere paragonati
a veri e propri microsismi. Non siamo a Malpensa 2000 dove gli aerei
che volano a bassa quota distruggono i tetti delle case, ma in via
Ostiense. Qui, oltre alla seconda stazione ferroviaria più importante
della capitale, dal luglio del 1997 c'è anche il capolinea della
linea metropolitana Roma-Lido che collega la città a Ostia ogni
cinque minuti. E le cui corse iniziano dalle sei del mattino e terminano
alla mezzanotte. Da allora l'intero quartiere è sul piede di guerra.
Residenti e commercianti, stanchi dei continui strepitii delle vetture
sui binari, hanno raccolto firme, si sono riuniti in assemblee pubbliche,
hanno inviato lettere al Comune, al Cotral (l'attuale Azienda Metroferro),
presentato denuncie al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri
e mobilitato anche il ministero dei Trasporti. Il motivo è sempre
lo stesso: chiedere la realizzazione di barriere antirumore e di
guaine fonoassorbenti intorno alle rotaie. In questo tratto di via
Ostiense, da San Paolo alla stazione metro Eur Magliana, si teme
che i palazzi alti 4-5 piani, i più soggetti alle vibrazioni, cadano
su se stessi da un momento all'altro, come avvenne nel dicembre
1998 in via di Vigna Jacobini. "Abbiamo chiesto aiuto a tutti- dicono
gli abitanti - ma finora solo il Ministero dei Trasporti e la X°
Ripartizione, dopo aver analizzato i dati delle misurazioni dei
rumori hanno sollecitato più volte i lavori. Interventi urgenti,
a quanto pare, poiché i rumori avevano superato i livelli consentiti
dalla legge 447. Finora, però, nemmeno l'ombra di un cantiere né
di un progetto".
I
"BAMBINI ELETTRICI " DI ROMA
"Le
antenne e i 570 bambini della scuola elementare Giacomo Leopardi
di Monte Mario a Roma non possono convivere. Se i tralicci resteranno
la scuola dovrà chiudere". L'ultimatum viene dalla Asl Rm/E, dopo
aver esaminato i dati allarmanti che l'Arpa, l'agenzia regionale
protezione ambiente, ha rilevato dall'8 settembre al 3 ottobre.
Il primo monitoraggio effettuato 24 ore su 24. Da quel giorno, era
il 9 novembre scorso, Lea Nicolai, casalinga 40enne e mamma di due
figlie di 15 e 10 anni per protestare contro le 34 antenne che circondano
l'edificio ha deciso di digiunare. Il suo sciopero della fame andrà
avanti ad oltranza finché le antenne non verranno rimosse. Nel frattempo,
dei dodici padiglioni della Leopardi, istituita nel 1925 per educare
i bambini affetti da gravi malattie come la tubercolosi e oggi scuola
elementare, il settimo e ottavo risultano i più esposti ai campi
elettromagnetici generati dagli impianti. Stessa storia per il campetto
di calcio e la pineta. Così per alcuni giorni i piccoli alunni sono
stati costretti a cambiare aula e padiglione ogni quattro ore. Chi
i responsabili? i proprietari delle emittenti locali, la Telecom,
l'Enel, il Comune di Roma e la Regione Lazio. L'assessore ai lavori
pubblici del Comune, Esterino Montino, aveva promesso la delocalizzazione
dei tralicci. Lo ha fatto in minima parte. Nel 1996 Montino assicurò
che avrebbe risolto entro un anno il problema della delocalizzazione.
In realtà ha permesso nuove installazioni e anziché togliere i ripetitori
ha co