ROMA - ROMA - ROMA

 

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La sfida fra Tajani e Veltroni per il comune di Roma dipenderà molto dall'affluenza alle urne nel ballottaggio. Due domeniche fa ha votato l'80 per cento dei romani. Alle politiche del 1994 l'affluenza toccò l'88 per cento, per scendere al 52 delle provinciali del 1998. Popolarità dei contendenti, importanza della posta in palio ed anche i capricci della meteorologia possono essere determinanti. Roma non è stata mai avara di sorprese. (18-5-2001)

LE SPIAGGE DEL LAZIO

Questa è la graduatoria delle spiagge laziali secondo la "Guida Blu"

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Ben 274 candidati alle elezioni per il consiglio comunale di Roma hanno riportato zero voti. Il che significa che non sono stati capaci di votare neppure se stessi e che nessuno dei familiari ha avuto fiducia in loro. Pensate in mano a quali amministratori rischiavamo di finire. Primatisti dello zero sono stati i candidati della lista "Italia dei Cittadini" (40 zero su 58 concorrenti), ma pure i Verdi e "Italia dei Valori" di Di Pietro hanno fatto la loro figura. Brutta. La democrazia è bella anche per questo. (18-5-2001)

 

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Se i cosiddetti "sette anni magici" di Rutelli alla guida di Roma e la discesa in campo del segretario dei Ds Walter Veltroni, candidato-sindaco alla successione dello stesso Rutelli, non sono riusciti a far passare Veltroni al primo turno, costringendolo al ballottaggio, probabilmente la storia di quella "buona amministrazione" dovrà essere scritta daccapo. Per il momento restano due cifre: il deficit di cassa della Capitale è passato da 7.000 a 11.500 miliardi e Roma è al 68esimo posto per vivibilità fra le grandi città europee. E pensare che l'antagonista di Veltroni si chiama Tajani. (15-5-2001)

         

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Le mura aureliane sono crollate, la Domus Aurea sta per crollare, l'Ara Pacis è in pericolo. Venti monumenti della Roma antica sono a rischio, ma i soldi per salvarli sono stati dirottati altrove dal comune e dal ministero dei Beni Culturali. Speriamo che regga il Colosseo. Data l'incuria con cui è mantenuto, lo storico anfiteatro sembra riflettere con Woody Allen: "Cristo è morto, Marx è morto e neppure io mi sento tanto bene". (8-5-2001)

LE "COLONNE DI BERLINO" A PIAZZA DI SPAGNA

Come si fa a distruggere una delle piazze più belle del mondo? Nella Capitale è possibile. Se passasse il folle progetto del Comune di Roma che intende erigere un colonnato per dividere in due piazza di Spagna, metà isola pedonale e metà destinata alla circolazione di taxi, auto blu, mezzi pubblici e di soccorso, inutile dire che ritorneranno le atmosfere da "Muro di Berlino", con romani e turisti costretti a salutarsi da una parte all'altra con il fazzolettino in mano. Ma la cosa più rimarchevole è l'obbrobrio urbanistico poiché si tratta di un'operazione che romperebbe l'armonia della piazza assolutamente irripetibile. Sarebbe come tagliare a metà piazza San Pietro, sezionare piazza del Campo a Siena o stabilire nei canali di Venezia le corsie preferenziali per le gondole. Il progetto in questione prevede la creazione di una fila di cinquanta colonne alte mezzo metro che dovrebbero occupare il suolo pubblico per una distanza complessiva di circa cento metri. Le strutture, i consueti dissuasori per il traffico già presenti nell'arredo di altre zone pedonalizzate della città, partiranno dalla colonna della Madonna dell'Immacolata in piazza Mignanelli per arrivare fino alla Barcaccia, ovvero sotto la scalinata di Trinità dei Monti. La divisione in due della piazza permetterà così la creazione di una zona per soli pedoni e una destinata esclusivamente alle autovetture autorizzate. Del progetto ne parlò per primo il vicesindaco Walter Tocci rivolgendosi a residenti e commercianti, da subito contrari all'operazione. Era lo scorso gennaio. Pochi giorni dopo Rutelli lascia il Campidoglio per passare il testimone a Veltroni. Nel frattempo, nella storica piazza si tira un sospiro di sollievo, sebbene per pochi mesi. Da qualche giorno, infatti, i tecnici comunali hanno iniziato le verifiche del terreno sul posto. Proprio a due passi dal ponteggio già in allestimento per la ristrutturazione della colonna della Madonna dell'Immacolata. Ma, oltre agli abitanti e negozianti già sul piede di guerra contro la decisione del Campidoglio, c'è chi grida allo scandalo. E' Giorgio Muratore, docente di Storia dell'Architettura Contemporanea alla Sapienza, uomo di sinistra deluso, che ha fatto anche parte del team dei tecnici formato da Rutelli nel lontano 1993 per esprimere un parere sulle principali opere pubbliche in programma per la modernizzazione di Roma in vista del Giubileo. Opere, secondo Muratore, strampalate, dispendiose e inutili. "Non conosco bene il progetto - spiega l'urbanista - ma da quello che so è a dir poco un piano ridicolo, privo di logica e di buon senso." (8-5-2001)

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Il rifacimento di piazza San Giovanni per il Giubileo dello scorso anno era costato circa 5 miliardi. Nuova pavimentazione, assetto diverso della strada di accesso alla Basilica, risistemazione dei giardini e del prato. Bisognerà rifare tutto. Per il concerto del 1 maggio ci sono "passati" sopra circa 600mila delicati spettatori. Ma non erano stati spesi altri 3 miliardi per attrezzare l'area di Tor Vergata per i grandi eventi?
(4-5-2001)

ESTATE ROMANA PIU' POVERA

Estate romana più povera per il 2001, con una dotazione inferiore rispetto allo scorso anno, esattamente cinque miliardi al posto di otto. Sarà, pertanto, impossibile mettere in piedi 115 manifestazioni. "Ma saranno salvi gli appuntamenti storici" assicura il commissario Mosino. Il taglio, indubbiamente, non fa piacere, ma le ristrettezze vengono forse a proposito per evitare il ripetersi di alcune, inutili sagre paesane viste nella passata edizione, assolutamente non in linea con quella che dovrebbe essere l'Estate di una capitale come Roma. (20-4-2001)

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I commercianti romani del centro storico e delle cosiddette "strade nobili", comprese le griffes famose in tutto il mondo, cogestiscono, in pratica, i loro esercizi con una marea di 'vu cumprà, che si sono sistemati davanti ai negozi e spesso entrano addirittura all'interno insieme ai clienti, offrendo mercanzie contraffatte a prezzi naturalmente stracciati. E' in programma una clamorosa protesta, con relativa serrata. Se il ministro dell'Interno Bianco ha un po' di tempo… (24-4-2001)

TRENTA MILIARDI PER SCAVI INUTILI

Secondo l'allarme drammatico dell'Istituto Centrale del Restauro, tutti i monumenti dell'antichità romana sono in condizioni pietose. Anzi a "rischio". In testa alla hit-parade il Colosseo, la Colonna Traiana, quella Antonina, l'Arco di Costantino e di Tito. Non ultime le Mura Aureliane, che nonostante abbiano resistito a mille e settecento anni, hanno ceduto in questi giorni a causa del maltempo. Venti metri, infatti, compreso lo stemma di Papa Innocenzo X si sono sbriciolati la domenica di Pasqua dopo due giorni di pioggia ininterrotta. Naturalmente i 15 miliardi stanziati per garantirne la stabilità sono rimasti nel cassetto. Spesi male sono stati, invece, gli oltre venti miliardi per gli scavi alla fantomatica ricerca dei Templi di Cesare, Traiano e della Pace, ai Fori Imperiali. Obiettivo: riportare alla luce i tesori della Roma di 2500 anni fa. Si sapeva dal 1930 che non ve n'era alcuna traccia, ma una politica demagogica ha avuto come risultato l'inizio degli scavi nell'aprile del 1998. Naturalmente non si è trovato nulla, a parte bagni e cucine piastrellate in maiolica degli anni Trenta, resti insignificanti di costruzioni secentesche, ossa di animali, la fibbia di una divisa napoleonica, piatti e stoviglie del 1930, frammenti di porcellane dell'800 e alcune cantine della chiesa di S. Urbano ai Pantani. Il fiore all'occhiello dei sostenitori di questa impresa "titanica" è in realtà un'illusione. Si chiama basamento della statua equestre di Traiano, poche pietre, oggi coperte da un precario tavolato, sulle quali, a beneficio degli ingenui, gli scavatori hanno immaginato che poggiasse una statua equestre alta almeno 15 metri, tre volte più grande del Marco Aurelio, della quale, naturalmente non è stata trovata neppure uno zoccolo del cavallo. La fantasia, si sa, può tutto. Gli "studiosi", infatti, ipotizzarono che la statua si trovasse sullo stesso asse di un edificio che potrebbe essere l'introvabile Tempio di Traiano. L'unica novità emersa in questi tre anni dagli scavi è il ritrovamento della testa in marmo di un Guerriero dace. Il capo, con il berretto frigio, è in eccellente stato di conservazione. Nonostante la rimozione di oltre 30mila metri cubi di terreno, con scavi fino a dieci metri di profondità, le ipotesi prospettate dalla dottoressa Rizzo, responsabile del cantiere, insieme al sovrintendente alle antichità e belle arti di Roma, Eugenio La Rocca, sono rimaste una speranza. Per continuare ad alimentarla, allo stanziamento iniziale di 19 miliardi, sono stati chiesti altri 10 miliardi all'ufficio di Roma Capitale per proseguire i lavori fino al 2001.

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Nel mese di marzo sono stati staccati dai muri di Roma 186mila manifesti elettorali abusivi. Se ne attende un milione, da affiggere nei prossimi trenta giorni, del solo candidato Tajani. Costo? Difficile quantificarlo, ma si tratta di svariate centinaia di milioni. Finora la spesa per manifesti in Italia è stata di circa 17 miliardi. Una proposta ai candidati: devolvere parte delle somme ad associazioni benefiche o di volontariato. In compenso l'Ama, incaricata del servizio, curerà negli spazi consentiti l'affissione di manifesti con la scritta: "Il candidato Tal dei Tali ha devoluto parte dei fondi destinati alla pubblicità elettorale personale a favore di…". Ma forse stiamo solo sognando. (13-4-2001)

 

Con un solo biglietto per visitare Roma e i suoi musei

80 MILA LIRE E 7 GIORNI PER 3.000 ANNI DI STORIA

E' il primo servizio turistico in Europa che associa la cultura alla mobilità. Un'unica soluzione per visitare Roma - viaggiando su tram, battello e bus - e per accedere nei principali musei e siti artistici della città eterna. Il nuovo servizio si chiama Ready Roma e offre la possibilità di fruire di 3000 anni di storia in sette giorni. Il biglietto costa 80 mila lire (40 euro) e vale una settimana e comprende i biglietti per le linee turistiche City Tour, Tiber 2, Archeobus e Ristotram. Chi acquista il nuovo servizio può infatti visitare Roma utilizzando, durante i sette giorni di validità, le quattro linee turistiche, ognuna per una sola volta. Ecco i Musei inclusi: Musei Capitolini - Antiquarium del Celio (dal 31/12/2001) - Casa dei Cavalieri di Rodi - Auditorium di Mecenate - Circo di Massenzio e Mausoleo di Romolo - Foro di Traiano e Mercati Traianei - Galleria Comunale d'Arte Moderna e Contemporanea di via Emilia - Villa Torlonia - Casetta delle civette - Museo Barracco di Scultura Antica - Museo Canonica - Museo della Civilta' Romana - Museo del Folklore e dei Poeti Romaneschi - Museo delle Mura di Roma e Porta San Sebastiano - Museo Napoleonico - Museo di Villa Vecchi Pamphili - Mausoleo di Augusto - Sinagoga (sconto del 40%). 

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Ci siamo, purtroppo. Presentate le liste, ci attende un mese di calvario, aggrediti da candidati di tutti i tipi e partiti. Quello che ci terrorizza è l'inevitabile orgia di banalità. Tajani se ne è andato in visita a Madrid e Berlino "per vedere da vicino due città che hanno saputo cambiare". Bastava che si fosse spostato di qualche chilometro al Trullo o a Malagrotta per capire meglio che cosa dovrebbe cambiare a Roma. Veltroni, che non è stato ancora eletto, dal palco dell'Argentina, ha fatto sapere di "voler essere il sindaco di tutti i romani". Ci voleva solo che pensasse di fare il sindaco dei milanesi. (10-4-2001)

Aumenta l'esercito dei "portoghesi"

ATAC, IL PASTICCIO DEI BIGLIETTI INVISIBILI

Si può dire che l'Atac, l'Azienda del trasporto pubblico capitolino, abbia i conti in rosso da quando è nata, eppure si consente il lusso di incrementare l'esercito, già numeroso, dei "portoghesi". L'ennesimo "escamotage" per questi ultimi si chiama "Atac si muove con Te", il nuovo biglietto integrato a tempo, valido 75 minuti e per una sola corsa su metropolitana, treni, bus e tram. Il ticket in questione, che misura 9 centimetri per cinque, ovvero il doppio del suo predecessore arancione (valido anche questo un'ora e 15 minuti) e da tempo in via di estinzione, è per la prima volta a lettura ottica. In sostanza, sul tagliando nel momento della cancellatura compare un codice a barre. Codice che a sua volta viene letto da un server centrale, come ricordano gli addetti ai lavori. In caso di annullamento già avvenuto più volte e dopo i 75 minuti, la nuova macchinetta obliteratrice, di colore giallo e nero, lo rifiuta e si accende una spia luminosa anti-portoghese. Peccato, però, che finora ciò avvenga solo nelle fermate delle metropolitane "A" e "B" dove le nuove macchinette per la vidimazione funzionano da circa un mese. Nonostante siano state installate ovunque, nelle stazioni dei treni, a bordo di tram e autobus, le altre macchinette, invece, non sono mai state collaudate. Dunque non funzionano. Risultato? Se si viaggia in autobus e in possesso del nuovo ticket è impossibile convalidarlo, ma per non essere multati occorrerà annullare il tagliando con una penna. Il nuovo biglietto, infatti, non può essere timbrato dalle vecchie obliteratrici arancioni perché troppo grande e, a sua volta, il ticket vecchio - ancora in circolazione anche se per poco - non può essere annullato dalle macchinette nuove di zecca perché non compatibile. Non a caso nelle stazioni della subway capitolina vige ancora il doppio sistema di vidimazione. Ma non tutti i passeggeri sembrano d'accordo nell'essere costretti - ove non funzioni l'obliteratrice gialla e nera - a scrivere data, ora, numero della vettura o della stazione sul retro del Bit. Come se non bastasse, le nuove macchinette per la vidimazione all'interno delle fermate della metropolitana sono diverse da quelle poste a bordo di tram e bus. Queste ultime hanno dei numeri da uno a nove ma dei quali nessun dipendente Atac conosce l'utilità, poiché nessuno ha loro spiegato come si usano. Intanto tra i dipendenti di Trambus spa c'è chi assicura che entro il mese di aprile il nuovo sistema di vidimazione entrerà a pieno regime, sebbene si dovrà aspettare che le scorte dei vecchi biglietti vengano esaurite. Ma quante sono le nuove macchinette obliteratrici? Basta fare un piccolo calcolo per averne un'idea. A Roma su 2.600 autobus ne circolano, nelle ore di punta, 2.350. Su ogni vettura ci sono dalle tre alle quattro obliteratrici nuove di zecca, a volte nessuna, dunque il conto è fatto. Si tratta di migliaia di marchingegni ancora inutilizzati, ad eccezione delle metropolitane "A" e "B", sulle quali ogni giorno circolano 610mila passeggeri, ben 221 milioni l'anno. (10.4.2001)

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La Domus Aurea, sontuosa abitazione dell'imperatore Nerone sul Colle Oppio, svelerà fra qualche anno altri tesori, essendo stato approvato e finanziato il progetto di nuovi scavi, grazie al quale saranno portati alla luce ambienti ancora interrati. La Domus Aurea è entrata nella classifica dei monumenti più visitati d'Italia. Ma per trovarla bisogna affidarsi al fiuto o alle guide più informate. Il comune di Roma finora non è ancora riuscito a sistemare una segnaletica adeguata. Troppi monumenti in questa città. Adesso incominciano davvero a dare fastidio. (6-4-2001)


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E' scomparso come la bara di Cuccia, nottetempo e senza testimoni, l'ulivo elettorale di piazza Venezia. Piantato a sorpresa il 25 gennaio scorso, suscitò subito le rimostranze del centrodestra che lo indicò come "propaganda elettorale subliminale". Ora la rimozione viene considerata un anticipo di smobilitazione, date le previsioni non incoraggianti per il centrosinistra. Noi speriamo solo che l'ulivo sia stato trapiantato in un terreno più adatto. Lontano dallo smog del centro di Roma e dalle polemiche inquinanti dei politici. (3.4.2001)

FIUMICINO: NON C'E' STATO L'EFFETTO GIUBILEO

Il traffico a Fiumicino è rimasto sostanzialmente fermo all'anno 1997, quando transitarono 25.001.038 passeggeri, saliti a 25.337.365 nel 1998. Se si tiene conto che nel 2000 in entrambi gli scali romani, cioè Fiumicino e Campino, sono transitati 27 milioni e 117mila passeggeri, si tocca con mano come Fiumicino sia stato pesantemente penalizzato dall'operazione Malpensa, senza ricevere le promesse integrazioni di traffico. Né si può parlare di "effetto Giubileo", se si tiene conto del fatto che lo scorso anno sono giunti a Roma ben 25 milioni di pellegrini. La nuova dirigenza degli Aeroporti di Roma, concessionaria del Leonardo Da Vinci, ha allestito un progetto molto impegnativo, che prevede l'investimento di circa mille miliardi nei prossimi cinque anni, con l'obiettivo di raggiungere la cifra, oggi alquanto illusoria, di 35 milioni di passeggeri l'anno, cifra non impossibile da raggiungere se lo scalo romano non fosse stato condizionato dal trasferimento di circa la metà dei voli su Malpensa. Lo stesso Francesco Paolo Pappalardo, amministratore delegato degli AdR riconosce: "Se Malpensa non esistesse per Fiumicino la vita sarebbe certamente più facile". La frettolosa ed errata scelta di spostare numerosi voli dall'aeroporto Leonardo Da Vinci a quello di Malpensa ha portato due risultati: la riduzione del 15 per cento, nell'ultimo anno, del traffico dei passeggeri a Fiumicino oltre ai pesanti ritardi dei voli, pari al 60 per cento, a Malpensa, struttura questa tanto costosa quanto palesemente inefficiente. Indebolire così lo scalo romano, ha significato smantellare quasi del tutto il sistema aeroportuale italiano, tanto che la nostra compagnia di bandiera vive una pesante crisi economico- gestionale. Chiuse le prospettive di sviluppo in termini occupazionali, l'Alitalia sarà costretta ad effettuare pesanti tagli per ridurre il costo del lavoro. Al comune di Fiumicino lamentano inoltre gli scarsi interventi nel campo della sicurezza aeroportuale. Troppo spesso, infatti, il problema della sicurezza rimane a carico dei comuni che invece sono completamente ignorati quando si tratta di allestire i piani di protezione civile e per l'abbattimento dell'inquinamento acustico e ambientale. Naturalmente nessun aiuto economico viene ai comuni attraverso il trasferimento di una quota della tassa di imbarco. Le difficoltà della Malpensa e la diminuzione del traffico di Fiumicino sono i due aspetti di una lotta interna alla sinistra. Al momento delle decisioni, da una parte erano schierati i Verdi con l'allora ministro dell'Ambiente Edo Ronchi e dall'altra i ministri dei Trasporti Burlando e Treu. Questi ultimi erano convinti di poter risolvere il problema per decreto. L'errore dei Verdi, invece, è stato quello di bloccare gli aeroporti con presunti problemi ambientali, creando, di fatto, una paralisi e dando vita ad una vera e propria guerra tra Roma e Milano. E' assurdo, infatti, che un passeggero che debba raggiungere il medio Oriente e l'Africa debba partire da Milano e chi, invece, per arrivare in Russia sia costretto a partire comunque da Roma.

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Walter Veltroni, aspirante sindaco di Roma, presentando il suo libro sull'Africa "Forse Dio è malato", ha confessato: "Tornerò in Africa, ci sarà un tempo della mia vita in cui mi occuperò solo di questo. Non è oggi, né domani. Ma quel tempo verrà e io lo aspetto con ansia". Anche noi. Benedetto sia il mal d'Africa: presto un politico (della prima Repubblica) in meno e un missionario (ce n'è tanto bisogno) in più. (30-3-2001)


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E' già guerra di manifesti elettorali a Roma. Purtroppo, all'inquinamento visivo (faccioni sorridenti che promettono l'impossibile) si aggiunge una sempre più irritante povertà concettuale. Antonio Tajani, candidato sindaco del Polo, occhieggia sopra la scritta "Una scelta di campo". Pierluigi Borghini, aspirante sindaco, trombato, dello stesso Polo nel 1996 e candidato, sempre per il Polo, non si sa ancora a che cosa, si rilancia con "Una scelta decisiva". Che almeno gli elettori facciano la "scelta giusta".
(27-3-2001)


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Il prossimo Congresso Mondiale del Trasporto Pubblico avrà per sede Roma, come deciso a Parigi dall'assemblea generale dell'Unione. "Per la nostra città è una grande soddisfazione, se si pensa che da trent'anni questo congresso non si teneva in Italia" ha detto il presidente dell'Atac, Mario Di Carlo. Per sua fortuna, i delegati raggiungeranno in taxi la sede dei lavori. Perché se decidessero di affidarsi ai mezzi pubblici capitolini, arriverebbero certamente in ritardo. O non arriverebbero affatto. (20-3-2001)

 


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"Penalizzare lo scalo di Fiumicino a favore della Malpensa fu un errore. Nessun paese al mondo ridurrebbe mai il traffico aereo sulla capitale". Voce dell'opposizione? No, a parlare è Nerio Nesi, neocomunista ministro dei Lavori Pubblici del governo di centrosinistra. Concorda con lui Walter Veltroni, segretario dei Ds e aspirante sindaco di Roma. Tace l'ex sindaco e aspirante premier Rutelli, che a suo tempo fu d'accordo, con D'Alema e Veltroni, sul progetto del ministro diessino Burlando a favore di Milano-Malpensa. Non c'è dubbio: la sinistra cosiddetta di governo diventa, sempre più spesso, sinistra di rimpianto. (16.3.2001)

 

Le domeniche a piedi

AUTO FERME, STESSO INQUINAMENTO

La fonte, si tratta della Fiat, è probabilmente interessata, ma certo attendibile. Le giornate domenicali con chiusura di larghissime zone delle città al traffico automobilistico, apportano solo leggere riduzioni dell'ossido di carbonio. Eppure si continua a parlare di successo. Domenica scorsa a Roma l'intasamento di automobili infuocate che giravano impazzite intorno alla zona chiusa (neppure i residenti potevano rientrare nelle loro case prima delle 18) era talmente insostenibile che persino i vigili avevano rinunciato a svolgere il proprio ruolo. Le emissioni di quella massa di motori sferraglianti erano salite a mille, le strade erano invase da vetture inquinanti come e più degli altri giorni della settimana. Con balsamici effetti sui polmoni dei cittadini che abitano fuori della fascia protetta, effetti subito trasferitisi, via etere, nei polmoni dei romani favoriti, si fa per dire, dal blocco. La verità è che il problema del traffico e delle emissioni nocive è strutturale. Non lo si risolve chiudendo la città una volta al mese o addirittura, come proposto dal ministro Bordon, per tutti i week end. Dice Giorgio Goggi, assessore al Traffico di Milano: "Bloccare mezza città è inutile, ci vogliono soluzioni diverse, come la regolamentazione dei flussi e un sistema di parcheggi di scambio armonizzati con i mezzi pubblici. Insomma, non demagogia…".(13-3-2001)

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Continua lo sfascio di Roma. Dopo l'Ambra Jovinelli diventato un supermercato Upim e la copertura dell'Ara Pacis smantellata solo perché fatta, con criterio, nel 1937, anche i preziosi mosaici della stazione Ostiense, realizzati nel 1938, sono a rischio di estinzione. Ora fanno da pavimento a un supermercato. Denuncia il prof: Muratori, ordinario di storia dell'architettura alla Sapienza: "Stanno distruggendo l'arte del Novecento". Adesso i soprintendenti romani vorrebbero ricoprire di vetro addirittura i Mercati Traianei. Sempre Muratori dice, dei loro interventi: "E' come vedere un carabiniere che ruba. Non ci si può credere".(13-3-2001)

NUOVA LEGGE PER LO SPORT NEL LAZIO

Un'agenzia regionale sportiva, un museo multimediale dello sport, contributi all'associazionismo sportivo, ma anche allo sport di "vertice", ovvero l'agonismo, stanziamenti per la costruzione di palestre nelle scuole di Roma e Lazio. Non solo. Fondi per le attività motorie dei portatori di handicap, semplificazione normativa e amministrativa, possibilità di acquisto - anche tramite società per azioni - di complessi sportivi di particolare pregio artistico. Primo fra tutti il Foro Italico, che la sinistra ha più volte annunciato di voler vendere. E proprio nella sala congressi della piscina coperta del Foro Italico, un bene che è patrimonio di tutti e che non dovrebbe essere messo facilmente all'asta, lo stato maggiore di An in Regione ha presentato ieri il Testo Unico sullo Sport. E di cui il primo firmatario è Fabio Rampelli, capogruppo del partito alla Pisana. "Serviva un progetto che riaffermasse la libertà e l'autonomia in ambito sportivo - ha detto il governatore del Lazio- dopo quello che è accaduto negli ultimi anni la sinistra ha disseminato questo importante settore di disastri inenarrabili. Veltroni prima e la Melandri dopo hanno cercato di occupare il mondo dello sport al quale nondimeno va garantita la più ampia autonomia. La sinistra, al contrario di An, ha sempre guardato con sospetto allo sport - ha continuato Francesco Storace - perché esso, che è sinonimo di libertà, rappresenta un muro insormontabile contro l'indottrinamento e il tentativo di addomesticare i giovani al dominio culturale perseguito dalla sinistra. Ogni riferimento al decreto Melandri è puramente voluto". "Si tratta - ha detto Fabio Rampelli - di una legge innovativa e d'avanguardia, di un provvedimento destinato a incidere profondamente sulla diffusione della pratica sportiva. Sino a oggi la Regione Lazio si è disinteressata allo sport producendo solo una selva di leggi e leggine utile per distribuire fondi a pioggia per una ristretta nicchia di privilegiati. Con questo testo unico, invece, si abrogano 19 leggi preesistenti e si punta alla semplificazione normativa, rispondendo così a un impegno preso dal centrodestra in campagna elettorale".

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La Santa Sede ha risposto con un silenzio poco caritatevole all'invito del procuratore Gianfranco Amendola, che l'ha citata in giudizio perché le potenti antenne della Radio Vaticana, che trasmette in tutto il mondo, emettono da S.Maria di Galeria pericolosissime onde elettromagnetiche. L'Agenzia laziale della Sanità ha denunciato che i bambini che vivono in zona corrono il rischio di leucemia sei volte in più dei loro coetanei romani. Risposta: i tre responsabili di Radio Vaticana si sono resi ufficialmente irreperibili. Rivendicano il diritto di non ingerenza e quindi di non poter essere processati in Italia. La leucemia, purtroppo, non si nasconde, né rispetta Concordati e patti bilaterali. Più semplicemente, uccide.

 

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Requiem per la tipica cucina romana. Mentre cervello, trippa e pajata sono diventate merci di contrabbando, "spacciate" sottobanco come ai tempi del proibizionismo, impazzano nella Capitale i ristoranti che servono costolette di canguro, bistecche di struzzo, spezzatino di coccodrillo. Mucca pazza e afta epizootica hanno inferto un colpo mortale a tradizioni culinarie antiche. Bei tempi quando ci si lamentava di Mac Donald's. Finiremo per mangiare anche i cani, come i cinesi?

 

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Mentre Veltroni e Tajani continuano a promettere la Roma che non c'è, ci ha pensato Il Sole-24 Ore a farci conoscere la Roma che c'è, cioè quella che ci ha lasciato Rutelli. Siamo al sessantottesimo posto fra le grandi città in quanto a vivibilità. In pratica, zona retrocessione. In materia di sanità, beni di consumo, politica sociale, trasporti, economia, ordine pubblico Roma si piazza sempre nella retroguardia, Vienna è prima fra i paesi della Comunità. Non demoralizziamoci. A Calcutta, Kinshasa e Kabul si vive peggio.

 

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Il teatro Brancaccio, affidato a Gigi Proietti, rischia di non avere una sua stagione: mancano i soldi e Ministero, Regione e Comune non si sono fatti ancora vivi. A parte la delusione per il silenzio, meglio chiudere il teatro che accettare un'operazione come quella fatta all'Ambra Jovinelli. Si entra nello storico tempio dell'avanspettacolo e anziché essere introdotti in platea, ci si trova in un supermercato con tanto di megainsegna luminosa Upim. A fianco una banca. Il teatro è al primo piano. Tutto questo lo hanno chiamato "recupero".

Utopie e tristi realtà

ROMA CAPITALE DELLA PACE O DELLA GUERRIGLIA DA STADIO?

In una trasferta americana il segretario Ds Walter Veltroni ha incontrato il segretario generale dell'Onu Kofi Annan e l'ex Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton. Al primo ha proposto di fare di Roma, già sede degli organismi internazionali della Fao e dell'Ifad, "la capitale mondiale della solidarietà e della lotta contro la fame nel mondo". Una idea indubbiamente bella e che ben si sposerebbe con le inclinazioni di una Capitale che è anche cristiana. Poi l'indomani si legge della guerriglia scatenata dagli ultrà dopo e prima della partita Roma-Liverpool. Con un bilancio di undici persone ferite a coltellate, con conseguenze anche gravi. Come conciliare la vocazione pacifista, che potrebbe essere un vero fiore all'occhiello, con una città che continua ad essere ostaggio della violenza e dell'idiozia da stadio? Dove sono finite le promesse roboanti delle autorità calcistiche e dello stesso ministro Bianco? Ogni domenica, non solo a Roma, purtroppo il fenomeno si ripete. Al punto che i tanto temuti "hooligans" hanno finito con il fare una bella figura. Si parla quotidianamente di sicurezza. Si dovrebbe cominciare a garantirla alla domenica della brava gente, che per fortuna è ancora maggioranza, che va allo stadio per vedere uno spettacolo e divertirsi. (nella copertina del Venerdì di Repubblica la condanna di un altro dei vergognosi vizi da stadio: il razzismo in generale e quello in particolare contro i giocatori di colore. Verso i quali si infierisce ogni volta che toccano palla con cori di "buuuu...")

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Le strade di Roma sono diventate una pista ideale di rodaggio per motociclette e scooters. Una grande industria giapponese da qualche tempo collauda gli ultimi prototipi facendoli semplicemente circolare all'interno della Capitale. Fra buche, dossi, sampietrini sconnessi si ottengono, gratis, test severi e attendibili. Se Veltroni e Tajani, anziché fronteggiarsi sul vago, impostassero un piano quinquennale di risanamento delle strade capitoline e lo portassero a termine, stiano certi di una cosa: a dispiacersene sarebbe solo l'industria giapponese di moto e scooters.

SERPICO IN BORGHESE SUI BUS CALDI

C'è voluto l'arrivo del neo commissario straordinario al Comune di Roma e di un nuovo questore per vedere pattuglie di poliziotti in borghese sui mezzi pubblici contro borseggiatori, portoghesi e ladri sempre più frequentemente in attività. Da una settimana 30 pattuglie sono sguinzagliate sui mezzi pubblici cosiddetti "caldi" - ovvero il 64, il 105, l'86 e il 217 - con un bilancio dei risultati che è ancora presto da definire, ma che sta indubbiamente funzionando da deterrente per i malviventi. Obiettivo dell'iniziativa, quello di aumentare la sicurezza a bordo dei mezzi pubblici gestiti dalla società Trambus, ma anche per proteggere negozi e pattugliare strade. Ora più che mai dopo l'episodio della sparatoria che nel dicembre scorso ha visto vittima l'autista Claudio Candidi, alla guida del 628. In realtà i poliziotti in divisa a bordo degli autobus sono pochi. Ma è un fatto cautelativo. I veri "serpiko" della situazione sono agenti in borghese, su auto civette che seguono i mezzi a distanza ravvicinata ma pronti ad intervenire per ogni eventualità. Gli autisti dell'Atac confermano che il provvedimento sta avendo buoni risultati e che è stata registrata una diminuzione dei borseggiamenti e dei furti, oltre che delle molestie: E' da sperare che tutta l'operazione non resti un episodio.

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In tempi di sonno per la lettura, va segnalata l'iniziativa della Provincia di Roma che ha allestito a biblioteca mobile un vecchio double-decker, il famoso autobus a due piani inglese. Il bus girerà nei comuni dei Castelli romani, portando in giro libri, a disposizione di chi avrà voglia di averli in prestito per leggerli. A bordo anche quattro postazioni internet. I più antichi veicoli di cultura come i libri e l'informazione globale possono, quindi, coesistere. Ancora meglio, se la politica è intelligente.

 

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Jadi Carboni, la diciannovenne accoltellata a San Lorenzo dall'ex fidanzato, poi suicida, racconta: "Ricordo con dolore l'indifferenza della gente. Fabrizio mi colpiva con furia e intorno a me sentivo solo grida, ma nessuno ha mosso un dito. E quando sono caduta a terra svenuta, uno sciacallo mi ha rubato pure il telefonino". Metamorfosi di uno storico quartiere popolare dove un tempo la solidarietà era nell'aria. Oggi, ultimo polo del divertimentificio romano di fine settimana, evidentemente ha cambiato pelle. Il business non ha anima.

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Serena Dandini, nominata da Rutelli direttore artistico del mitico Ambra Jovinelli, si è puntualmente portata dietro nella nuova impresa il bassista Lele Marchitelli, suo compagno di vita, accompagnato da una band di sei elementi. Marchitelli, che è degno allievo della Dandini, si è fatto seguire dal fratello Maurizio, scenografo. La presentatrice che non smette mai di sorridere, neppure ai funerali, impone da sempre in tutti i suoi programmi la partecipazione dell'intera compagnia, ennesimo trust della nostra tv. La bandiera del "tengo famiglia" continua a svettare gagliarda, trasversale e mai ammainata, sull'italico spettacolo.

INAUGURAZIONI ELETTORALI: IL FORUM CHE NON C'E'

Ancora una volta Francesco Rutelli, dopo i tre milioni di lettere di saluto spedite ai romani a spese dei…romani, usa specchietti per le allodole per farsi campagna elettorale. L'ultima impresa risale a domenica 28 gennaio. Rutelli, prima di passare il testimone a Walter Veltroni, inaugura in pompa magna il Forum Centro Informativo dei Fori Imperiali, voluto dal Comune di Roma e sponsorizzato da una casa automobilistica tedesca. Alla cerimonia partecipa anche l'assessore alla cultura ancora in carica, Gianni Borgna. I due gongolano, la folla assedia l'ex sindaco aspirante presidente del consiglio. Teatro del minuetto: il grazioso cortile appena restaurato del nuovo centro informativo, situato nell'ex deposito Ama. Applausi, dichiarazioni a braccio, telecamere, flash. Rutelli abbraccia il suo vice nonché ex assessore al traffico, Walter Tocci ai bordi dell'acquario-piscina e per la forte emozione persino i due pesci calati in acqua poche ore prima non reggono allo stress e ci lasciano le pinne. Nella mastodontica struttura c'è di tutto: panchine, salici piangenti, una fontana per pesci rossi, una pavimentazione nuova di zecca, due antichi cancelli restaurati, decine di computer, quadri, scrivanie, un enorme vetrata e persino il prato all'inglese. Manca soltanto chi dovrebbe dare informazioni a turisti e pellegrini. Vi si potrebbe accedere sia da via dei Fori Imperiali che da via del Tempio della Pace. Si potrebbe, ma in realtà non si può. Motivo? Da lunedì è chiuso al pubblico. La sua vita è durata solo il tempo dell'inaugurazione e a Rutelli per farsi vedere. Come se non bastasse il Forum si trova a cinque metri da uno dei tanti Pit, punto informazione turistica, collocato in piazza del Tempio della Pace. E proprio un operatore Pit lamenta: "Il Forum è stato inaugurato domenica scorsa per riaprire forse tra qualche settimana. Perché? A noi nessuno dice nulla e poi il Forum è nato solo ed esclusivamente per le prenotazioni di visite ai Fori Imperiali. Cosa ben diversa dai Punti informazione per turisti. Noi, invece, offriamo ai turisti la mappa ufficiale di Roma". E nella "Charta di Roma", offerta gratuitamente in ogni Pit, ci sono anche i siti dei Fori Imperiali, del Foro di Traiano e del Foro Romano-Palatino. La domanda sorge spontanea: a cosa serviva un centro prenotazioni per accedere ai Fori Imperiali se già esiste? E perché inaugurarlo con la solita sceneggiata, per poi richiuderlo dopo 24 ore ? La vicenda di questo Forum è singolare. Circa due anni fu realizzato all'interno di un'orribile "teca moderna" in vetro e acciaio, collocato a largo Corrado Ricci e sempre sponsorizzato dalla solita casa automobilistica tedesca. Un vero e proprio pugno nello stomaco. Anche perché più che un centro informativo, esso appariva in effetti come un enorme, gratuito stand pubblicitario, pieno di modelli di automobili in scala. E la gente che entrava con i bambini non per avere informazioni, ma per comprare automobiline. In aggiunta l'intera struttura copriva e violentava la visuale dei Fori Imperiali fino a via Cavour. Dopo le numerose proteste del sovrintendente La Rocca, il mastodontico edificio viene smantellato definitivamente. Era lo scorso settembre. Costo della demolizione: due miliardi, lira più lira meno. Con risultati anche in questo caso discutibili. Il palazzo che ospita il Forum, di proprietà comunale, ha tre facciate tutte di colore diverso. Su via dei Fori Imperiali, infatti, la parete pulita è di color rosso mattone, il lato di via del Tempio della Pace è nero e marrone, scrostato e imbrattato con scritte sui muri, mentre il lato che dà su via del Colosseo, dopo essere stato ristrutturato, è oggi dipinto con i colori del bianco e dell'ocra. Ma tanto, siamo a Carnevale.

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Il candidato sindaco del Polo delle Libertà, Antonio Tajani, si è presentato assicurando di "voler riportare Roma al ruolo che le spetta fra le grandi capitali del mondo" e altre cose del genere. Come dire: "dopo il tramonto viene la sera" oppure "la palla è rotonda" o "chi non beve muore di sete". Possibile che non si possano mai ascoltare discorsi più concreti? Non sarebbe più semplice presentarsi così: "Ci sono tre o quattro problemi prioritari. Li voglio risolvere, poi mi giudicherete" e mettersi a lavorare? Se eletti. Invece, no. Fiumi di retorica e cortine di fumi. Ora aspettiamo Veltroni.

ELETTROSMOG: 23 SITI PERICOLOSI NEL LAZIO

Sono 23 i siti nella regione Lazio che si fregiano della maglia nera per quanto riguarda l'emissione di onde elettromagnetiche, nocive per la salute dei cittadini. Dopo i sigilli apposti su Monte Mario ai ripetitori dell'emittente radiofonica religiosa "Radio Maria", il problema della delocalizzazione degli impianti, da trasferire in località dove non ci siano pericoli per la sanità pubblica, è diventato di urgente attualità nel Lazio. Per il momento è intervenuto d'autorità il magistrato Gianfranco Amendola, che ha bloccato Radio Maria perché gli impianti dell'emittente diffondevano onde elettromagnetiche al si sopra dei limiti di legge, ma non si può dire che ci siano attualmente norme adeguate a risolvere il problema. Nella stessa condizione di pericolosità si trovano, ad esempio, le potentissime antenne della Radio Vaticana, attive nella piana di Cesano. Come al solito, si registra uno scollamento fra governo e regioni. Il governo ha, infatti, varato una legge tutto sommato severa (multe fino a 600 milioni di lire per gli inadempienti) sul riordino dell'attività delle emittenti radio-televisive, delegando alle regioni il compito di individuare i siti dove trasferire gli impianti pericolosi, ma ha, nello stesso tempo, vincolato il trasferimento all'approvazione del nuovo piano nazionale delle frequenze, che ancora non c'è. Di conseguenza, solo il magistrato può intervenire, come nel caso di Radio Maria. Perciò il problema resta in piedi e quasi certamente sarà rinviato alla prossima legislatura.

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Alcune menti illuminate dell'Ufficio Traffico avevano partorito l'idea di risolvere con una semaforizzazione intensiva il problema degli ingorghi allucinanti di piazza dei Giochi Delfici, da eleggere a sito simbolico della pessima circolazione automobilistica romana. Costo 300 milioni. Naturalmente non ha funzionato. A semafori per poco accesi e subito spenti, dobbiamo chiederci: chi paga per questi sprechi? E se fossero bastati due vigili? La tecnologia è utile, ma notoriamente ottusa. Se nel cervello della macchina si immettono sciocchezze, essa partorisce sciocchezze. Nella piazza in questione, ingorghi clonati all'infinito. Bravi.

 

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La Sovrintendenza Archeologica di Roma ha bloccato i lavori di demolizione della vecchia struttura protettiva dell'Ara Pacis, perché ritenuti pericolosi per la sicurezza del monumento. "L'Ara Pacis non è un baraccone industriale, che se cade pazienza - ha detto il sovrintendente Adriano La Regina - ma uno dei manufatti più importanti dell'antichità". Al comune avevano forse scambiato l'Ara Pacis per il Centro Turistico Informativo di largo Corrado Ricci, finanziato dalla Volkswagen, orrendo scatolone in ferro e lamiere con vista sui Fori, poi demolito a furor di popolo. Ma quello era un baraccone pubblicitario. L'Ara Pacis è un'altra cosa.

 

I pellegrini del Giubileo

PATRIMONIO DA NON PERDERE

Con la chiusura dell'Anno Santo, anche i dati sul flusso di pellegrini nella Capitale nel corso del 2000 sono diventati ufficiali: 24,5 milioni di arrivi a Roma e provincia (con un incremento del 23 per cento rispetto al '99) per 67 milioni di presenze. Si calcola che i visitatori abbiano speso 13.390 miliardi (+2.020 miliardi rispetto all'anno precedente), che hanno attivato 494.000 unità di lavoro, con una crescita di 74.000 posti, soprattutto nel settore alberghiero, del commercio e dei pubblici esercizi. Adesso, sottolineano gli operatori del settore, si tratta di non perdere questo patrimonio di presenze, che anzi dovrebbe costituire un volano per l'immediato futuro. Tanto più perché, come ha recentemente rilevato il direttore del Censis, Giuseppe Roma, gli stranieri desiderano visitare Roma più di ogni altra città al mondo. La Capitale però, aggiunge il direttore del Censis, "deve puntare a migliorare la sua offerta turistica per poter mettere a frutto la forte attrattiva che esercita. Teniamo conto che Londra, prima città turistica europea, dovrebbe aver superato nel 2000 i 70 milioni di presenze". La valutazione Censis parla anche di 15,9 milioni di presenze negli alberghi di Roma e provincia, con un aumento degli stranieri del 5,4 per cento rispetto allo scorso anno. La crescita ha riguardato soprattutto hotel di qualità (quattro e cinque stelle): in testa agli arrivi ci sono americani, giapponesi e inglesi.

 

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In alcuni ristoranti di Testaccio, il cuore popolare di Roma, trippa e pajata vengono da qualche settimana portati in tavola sottobanco. "La cucina romana sarebbe finita, senza questi piatti" dicono alcuni ristoratori storici, che continuano a servire clienti "senza paura", per nulla preoccupati dei terrificanti effetti della mucca pazza. Così è nata una nuova figura del proibizionismo: lo spacciatore di interiora fuorilegge. Chi poteva mai immaginare che nel terzo millennio, fra le varie crisi di astinenza, avremmo avuto anche quella della trippa e della pajata?

 

CASE COMUNALI (A BUON PREZZO) PER I SOLITI NOTI?

"Gli immobili di proprietà del Comune verranno al più presto venduti e non svenduti. Ma con il ricavato, anziché pagare i servizi sociali - cosa per la quale non ci sarebbe nulla di male - investiremo in altri immobili. E più precisamente acquistando nuove case popolari per i senzatetto. La nostra vuole essere un'iniziativa sociale. Vendiamo e acquistiamo a prezzo di mercato. Il Campidoglio non è il Gabetti della situazione, non affitta agli amici degli amici, non vuole fare il padrone di casa di nessuno né intende speculare su quanto possiede. Il patrimonio verrà alienato ma a prezzo di mercato e sotto gli occhi di tutti, in totale trasparenza. Non solo, ma gli acquisti di nuove case popolari verranno effettuati seguendo i criteri dei bandi pubblici. Bandi che regolarmente vengono pubblicati su quotidiani e la stessa gazzetta ufficiale". Con queste parole Giancarlo D'Alessandro, assessore al Patrimonio del Comune di Roma, ha voluto replicare alla notizia apparsa sul quotidiano Libero che titolava "Case a Roma, saldi di inizio stagione. Elettorale". Era prevedibile che il Comune professasse le migliori intenzioni, ma non a caso già oggi molti appartamenti di proprietà, o semplicemente in affitto, sono intestati a cognomi noti. Tra i quali D'Antoni, Brutti, Amendola, L. Andreotti e la moglie dell'ex direttore del settimanale Avvenimenti, Claudio Fracassi, la signora Tiziana. "Semplici omonimi" dicono al Comune, ma guarda caso abitanti in case di prestigio in via del Colosseo, piazza Margana, largo Corrado Ricci e in via dei Fori Imperiali e che per primi eserciteranno l'opzione per l'acquisto a buon prezzo delle case in questione. Ma la giunta di sinistra nega tutto. E indice in fretta e furia una conferenza stampa, il cui tema è proprio il "Rapporto sul patrimonio immobiliare del Comune di Roma". Racconta D'Alessandro: "Il Comune è proprietario di ben 48.590 beni. Di questi 9.696 immobili del demanio, 35.197 beni del patrimonio indisponibile e 2.954 beni del patrimonio disponibile gestiti in regime locativo, con 1.302 alloggi e circa 820 locali commerciali e magazzini. Si tratta di una risorsa economica cospicua: il valore inventariale complesso ammonta a 8.920 miliardi al lordo degli ammortamenti e al netto delle manutenzioni, quasi 4mila miliardi il valore del patrimonio a destinazione residenziale (alloggi e pertinenze), 3.485 miliardi i beni ad uso strumentale (edifici scolastici, uffici e servizi), 1.083 miliardi le infrastrutture a rete. Finora il Comune di Roma ha venduto solo patrimonio non abitativo. Ovvero bar, ristoranti, uffici, garage, cantine, strade e scuole. Chiunque dica il contrario dice il falso". Così il Campidoglio ha deciso. Una volta approvata in consiglio comunale la delibera per la vendita, la società immobiliare del Comune "Risorse per Roma" farà le stime per il prezzo di mercato. Fatte le stime offrirà agli inquilini la possibilità di acquistare a prezzo di mercato e con lo sconto del 30 per cento. Se l'inquilino non intende comprare, l'immobile andrà all'asta. Non sono obbligati all'acquisto gli ultra 75enni e le famiglie con un reddito inferiore ai 36 milioni lordi annui. Questi ultimi, infatti, potranno continuare a pagare l'affitto. Dal 1996 ad oggi dei 200 immobili messi all'asta ne sono stati venduti 170. Altri 23 immobili, per un valore di 16 miliardi, verranno alienati all'asta entro il 20 febbraio prossimo. Stefano Tozzi, assessore alla Casa e al Lavoro spiega: "La vendita e non la svendita degli immobili non servirà a portare soldi nelle casse comunali ma per acquistare una nuova fetta di patrimonio. Ovvero case popolari per i senzatetto". Ma il consigliere della Lista Pannella, Rita Bernardini, la prima a svelare sul sito www.radicali.it la delibera 2532, parla di "svendita scandalosa e clientelare", dichiarando di aver chiesto quali appartamenti siano stati già venduti e a che prezzo. Senza ottenere ancora risposta.

 

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Nelle stazioni della metropolitana di Roma sono comparsi da qualche giorno i bagarini, che in genere si incontrano allo stadio. Essendo fuori uso quasi tutte le macchine automatiche per l'acquisto dei biglietti, i bagarini hanno venduto ticket validi 75 minuti a 2000 e persino a 2500 lire, contro le normali 1500. E il popolo dei viaggiatori, quello che per necessità e scarse risorse è costretto a usare gli impraticabili mezzi pubblici capitolini, ha dovuto piegare il capo, pur di non pagare una multa da 100mila lire. Che nostalgia la metropolitana di Bucarest.

 

L'ACQUA MISTERIOSA DI MONTE MARIO

Il terzo millennio ha esordito a Roma con l'enigma dell'acqua misteriosa che da mesi inonda la Panoramica di Monte Mario in direzione di piazzale Clodio a partire dall'incrocio con via Trionfale. L'importante arteria che collega i quartieri di Balduina, Camilluccia, Belsito e di Trionfale, nel giro di una settimana è stata chiusa al traffico ben due volte - e più esattamente il 22 e il 28 dicembre scorsi - perché trasformatasi in una vera e propria "lastra di ghiaccio" fatale per gli automobilisti. Ma è dallo scorso aprile che la carreggiata in questione viene invasa dall'acqua. E' stato accertato, dopo vari controlli effettuati dall'Azienda municipale ambiente (Ama), che non si tratta di acqua fuoriuscita dalle fogne perché non emana cattivo odore, né di un liquido versato da ignoti, ma probabilmente proveniente da una fonte misteriosa che nessuno finora è riuscito ad individuare. La cosa ridicola è che in una metropoli come Roma non siano ancora stati interessati tecnici e mezzi per risolvere il problema. E dire che basterebbe intervenire con delle prospezioni, con dei sondaggi del terreno per venirne a capo. Ma nulla è stato fatto. A parte chiudere e recintare la strada. L'Ama, dopo aver gettato quintali di sale sull'asfalto per far sciogliere il ghiaccio ha detto basta. L'acqua continua a fuoriuscire e come "una goccia cinese" gela ugualmente e costantemente il manto stradale. Oggi ricoperto da una vera e propria poltiglia di sale, sabbia e fango. Sullo sfondo il solito scarica barile tra Ama, vigili urbani e XVII Circoscrizione. Sul giallo dell'acqua lungo la Panoramica Sergio Tintisano, dirigente dell'Ama nell'area della XVII non ha dubbi: "L'acqua di sicuro proviene dalla parete del Monte Mario poiché il muro di cinta in quel tratto è perennemente bagnato, anche a Ferragosto. Io stesso lo scorso aprile segnalai quella perdita d'acqua. Acqua che con le temperature basse dei giorni scorsi si è trasformata in una pista di pattinaggio per le auto. Per quasi una settimana - ha aggiunto Tintisano - prima della vigilia di Natale e subito dopo siamo stati chiamati per gettare il sale su quel manto. Poi abbiamo detto basta perché spetta al Comune riparare il danno. Come? Con sopralluoghi e interventi tecnici". Che naturalmente non ci sono ancora stati. Il mistero continua.

Le opere pubbliche realizzate

VANTI DA GIUBILEO

"Con il loro millenario senso di ospitalità, i romani hanno incontrato e festosamente accolto folle oranti di pellegrini. Roma non è fatta soltanto di vestigia del passato. Al contrario, è formata da un popolo vivo, accogliente e aperto che ha saputo dare il benvenuto ad altri popoli con quella larghezza di cuore tipica di questa gente generosa": così, con una grata lode ai romani, il Cardinale Segretario di Stato, Angelo Sodano, commenta la buona riuscita dell'anno giubilare. Senza trionfalismi, pur avendone probabilmente motivo, ma dando a Cesare tutto quel che è di Cesare. Di tutt'altra pasta il giubilo manifestato da Francesco Rutelli. Tracciando un bilancio ovviamente entusiastico, l'ex sindaco della Capitale ha attribuito a se stesso e alla sua Amministrazione ogni merito. Ma è incappato in una serie di lapsus volontari, elencando tre le opere realizzate talune (e sono le più significative per la città) che con il Giubileo non avevano nulla a che fare. Proviamo ad elencare: la ristrutturazione della Stazione Termini (in realtà passata a privati), un altro tratto della terza corsia del Gra e dell'intera Roma-Fiumicino (in programma da anni), il raddoppio e l'elettrificazione della ferroviaria San Pietro-La Storta-Cesano-Viterbo (tra l'altro, inaugurata solennemente dal sindaco all'inizio del 2000, ha visto aprirsi in sordina la stazione del Gemelli giusto il giorno della chiusura dell'anno giubilare, mentre un'altra stazione è ancora di là da venire), la ristrutturazione dell'aeroporto di Fiumicino (le opere realizzate dalla società Aeroporti di Roma nulla avevano a che vedere con l'Anno santo). Chi sa se un po' di modestia avrebbe garantito qualche indulgenza in più...

LA PAGELLA DI RUTELLI

Roma promossa o bocciata dopo 8 anni di guida ininterrotta da parte di Francesco Rutelli? C'è chi, come la scrittrice Melania Mazzucco o l'urbanista Carlo Aymonino o il regista Maurizio Scaparro, giudica la Capitale più bella e più vivibile. Ma altri sono di parere nettamente contrario e bocciano senza vie di scampo il quasi ex sindaco. Domenico Di Masi, sociologo del lavoro: "L'Università di Roma ha 150 mila iscritti e 13 mila docenti, ma è stata completamente trascurata come forza culturale trainante della città. Il centro? Un suk: pozzanghere, pavimenti divelti, marciapiedi impraticabili". Lo stilista Roberto Capucci: "Molti restauri sono autentiche atrocità. Il settecentesco Teatro Argentina è avvilito, per incultura vandalica, a sfondo del capolinea del tram 8". Accanto a una rete di metropolitana assolutamente insufficiente, Franco Bernabè, ex presidente di Eni e Telecom Italia, ritiene che il primo problema di Roma, "vero elemento di sofferenza economica nel futuro", sia il "declassamento" dell'aeroporto di Fiumicino, "per di più a favore di un'area problematica come Malpensa". E se "notevole" è stato lo sforzo dell'amministrazione Rutelli sul cuore antico della città, "meno notevole" quello sulle periferie: "Uscendo dal centro - denuncia Bernabè - quasi tutta la città è devastata, mortificata… Qualsiasi ingresso a Roma dalle vie consolari, dalla Cassia all'Aurelia, offre un panorama di disordine mortificante al quale si aggiunge la vecchia piaga dell'abusivismo edilizio ancora aperta". Bocciature più chiare di così…

 

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Il comune di Roma, se avesse potuto, avrebbe tracciato strisce blu per parcheggi a pagamento persino nel bagno di casa nostra, ma si è guardato bene dall'installare macchinette che per rilasciare il tagliando di sosta accettassero anche biglietti cartacei e non solo monetine. Se ogni ora di sosta costa 2.000 lire, per un parcheggio prolungato i cittadini devono andare in giro con il salvadanaio. E sempre più spesso sono costretti a lasciare l'auto senza il necessario tagliando di avvenuto pagamento. E' a questo punto che quelli della Sta, autentici falchi, piombano sul parabrezza e depositano puntuali una multa da 63mila lire. Siamo di fronte a un ennesimo episodio di arricchimento surretizio delle casse comunali oppure sono state installate macchine inadatte per assicurare a qualcuno un nuovo, lucroso appalto, una volta introdotto l'euro?

 

STRADE PIU' SICURE: PIANO DELLA PROVINCIA

Strade sicure, qualità della rete e il miglioramento dei collegamenti strategici. Sono questi gli obiettivi della Provincia di Roma per i quali ha già stanziato 6 miliardi e 800 milioni. Non solo. Dal primo gennaio 2001 l'Anas consegnerà alla Regione Lazio 2.070 chilometri di strade statali. Di questi ben 700 saranno sotto il diretto controllo della Provincia di Roma in aggiunta ai circa duemila chilometri di strade provinciali gestiti fino ad oggi. Del ruolo degli enti locali per la viabilità, trasporti e sicurezza stradale si è discusso a Palazzo Valentini nel corso di un convegno organizzato dalla Provincia di Roma e al quale hanno partecipato tra gli altri: il presidente della Provincia di Roma Silvano Moffa, l'assessore ai trasporti della Regione Lazio Francesco Aracri, il presidente della commissione trasporti, viabilità e lavori pubblici della Provincia Bruno Petrella, l'assessore provinciale alla viabilità Livio Del Bianco e il vicesindaco di Roma Walter Tocci. Intanto è stato costituito il nuovo consiglio d'amministrazione della LiLa, la società che gestisce i trasporti pubblici extraurbani e che vede nella Regione Lazio la sua maggiore azionista. Moffa snocciola qualche dato e ricorda: "La giunta provinciale ha approvato una serie di progetti per la messa in sicurezza delle strade provinciali. Per puntare su sicurezza, qualità della rete e collegamenti strategici sono stati stanziati 6 miliardi e 800 milioni. Di questi 900 milioni - prosegue Moffa - verranno spesi per segnaletica, illuminazione e visibilità della segnaletica stessa, con 1 miliardo e 400 milioni verrà effettuata la manutenzione straordinaria del patrimonio arboreo mentre un miliardo è stato riservato per le colonnine SOS. Infatti, per la prima volta, lungo le strade provinciali saranno installati 100 terminali che permetteranno agli automobilisti di effettuare chiamate di emergenza, sia per il soccorso meccanico che sanitario ma anche per segnalare incendi o altri pericoli. Con un miliardo di lire sarà realizzato il progetto di installazione di barriere metalliche e guard rail - ha poi aggiunto il presidente Moffa - sulle strade di montagna o particolarmente scoscese. Un altro miliardo sarà speso per la segnaletica orizzontale e verticale, da mettere in linea con la legislazione europea. Inoltre, ai 900 milioni previsti per l'installazione di pensiline alle fermate degli autobus, vanno aggiunti altri 700 milioni per il monitoraggio del grado di deterioramento del manto stradale".

 

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La ditta incaricata di "pulire" l'antica facciata di palazzo Vidoni, attuale sede della Corte Costituzionale, ha cancellato le incisioni lasciate dai Lanzichenecchi nel 1572, fino a pochi giorni fa protette accortamente da una lastra. E così, un'altra traccia significativa della storia di Roma è stata cancellata, grazie all'assenza di chi dovrebbe controllare. La "violenza" si aggiunge a quella fatta ai danni di ponte Sisto, alla distruzione della casa di Agrippina al Gianicolo, alla fermata del tram 8 davanti la facciata settecentesca del teatro Argentina. Prossimo record, in negativo, la nuova copertura dell'Ara Pacis. E sarà l'apoteosi.

 

IL PARCHEGGIO ELETTORALE DI VIALE MARCONI

Storia di un parcheggio elettorale diventato fantasma nello spazio di una notte. Questa la sua breve storia. Il 6 aprile scorso i Ds della XV Circoscrizione inaugurano un parcheggio pubblico a raso, gratuito, illuminato e protetto in via Pietro Blaserna, nel popoloso quartiere Marconi. Presente alla cerimonia il ministro dei Beni culturali, Giovanna Melandri, eletta in quel collegio nelle liste dell'Ulivo, oltre all'allora presidente circoscrizionale in quota Ds, Giovanni Paris. Ma nonostante il taglio del nastro rigorosamente "in pompa magna", lo spazio di ben duemila metri quadrati, nell'area degli ex consorzi Agrari, che prevedeva circa 200 posti auto dopo appena ventiquattro ore viene chiuso. Con lamiere, transenne e recinzioni. Motivo? Mancano le necessarie autorizzazioni. Da allora i 47mila abitanti della zona, spesso costretti a sostare in doppia fila, lo hanno ribattezzato il parcheggio fantasma. Come se non bastasse, nello stesso giorno dell'inaugurazione-beffa il centrosinistra aveva promesso un nuovo centro per anziani. Peccato, però, che i lavori per la realizzazione di uno spazio di 300 metri quadri, a due passi dal mega-parcheggio "invisibile", destinato a centinaia di over settanta del quartiere non siano mai stati ultimati. Da allora sono trascorsi sette mesi ma la situazione non è cambiata. Anzi. I residenti continuano a soffrire per la carenza di posti-auto. Dice Carlo Sirena, presidente del Comitato di Quartiere "Marconi 2000": "La pura propaganda ci ha stancati. Di opere inaugurate o soltanto annunciate e mai concluse ne abbiamo abbastanza. Noi non avevamo nulla in contrario al parcheggio. Anzi. Peccato che si trattasse dell'ennesimo bluff pre-elettorale".

 

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Una buona iniziativa. L'assessore all'Infanzia del Comune, Pamela Pantano, ha promosso un collegamento fra Roma e le principali capitali occidentali per studiare modalità di intervento congiunte contro la piaga del turismo sessuale, al quale si dedicano soprattutto i pedofili. Ora attendiamo l'attivazione sollecita degli strumenti necessari a coinvolgere anche i cittadini comuni nella lotta alla nuova forma di schiavitù e nel recupero dei bambini-vittime. Insomma, quando si conducono queste battaglie, la burocrazia faccia un passo indietro. Possibilmente anche due.

 

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A due anni dal tragico crollo del palazzo di via Vigna Jacobini (27 morti, fra cui 6 bambini, nella notte del 16 dicembre 1998), i due unici sopravvissuti, Alberto Viola e sua moglie Liliana Pompei, continuano ad essere tartassati da bollette di pagamento per servizi di cui non godono più. In aggiunta, il Comune ha chiesto loro un affitto di circa 450mila lire mensili più gli arretrati per essere stati ospitati, dal comune stesso, in un piccolo appartamento al Testaccio. Quella notte i due coniugi dormivano tranquilli quando il palazzo crollò con la loro casa. Persero tutto, tranne la vita. Il comune, sindaco in testa, disse loro: "Siatene certi, non vi abbandoneremo…". La promessa è stata mantenuta. Dagli esattori.

 

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Il pirotecnico city manager di Roma, Pietro Barrera, sta studiando un rivoluzionario sistema di difesa per i vigili urbani, vittime sempre più frequentemente di violente aggressioni. Non la pistola, non il manganello, ma uno spray al peperoncino, da portare in tasca, come già fanno tante donne timorose di subire violenza. Così, mentre l'aggressore spara pallottole o si avventa armato di coltello, il nostro vigile, saltellando piacevolmente, potrà liberare nell'aria nuvolette alla paprika o soffici proiettili al "pistillo" di Calabria. Senza scartare qualche buontempone, che presentandosi con un piatto di rigatoni alla pajata, potrebbe chiedere: "Scusi, mi fa una spruzzata? Sa, a me piace piccante…".

 

ABORTI IN AUMENTO, SOPRATTUTTO FRA LE EXTRACOMUNITARIE

Nel Lazio, la regione con il tasso più basso di natalità, nel solo 1998 ci sono state 15.546 interruzioni di gravidanza. Di queste solo poco più di 4000 provenienti da certificazioni rilasciate dai consultori mentre persiste ancora oggi la piaga dell'aborto clandestino. E sono stati proprio i consultori al centro di una proposta di legge presentata alla Regione da consiglieri di gruppi politici di maggioranza e opposizione, uniti nello slogan: "Libere di scegliere la vita. Per la tutela della maternità fin dal concepimento". Motivo dell'iniziativa: difendere e promuovere il diritto alla vita e il valore intangibile della persona umana dal concepimento fino alla morte naturale. Libertà di non abortire, dunque o di farlo ma consapevolmente. In che modo? Con una corretta informazione, oltre che con la prevenzione. "La legge quadro sui consultori, ovvero la numero 405 del 1975 è chiara - ricorda Olimpia Tarzia - Prevede un consultorio familiare ogni 20mila abitanti. Sono trascorsi 25 anni ma nel Lazio ci sono appena 0,6 consultori ogni 20mila abitanti. Non solo. Ma la legge 194/78 attribuisce a queste strutture attività di prevenzione, di sostegno giuridico, psicologico e sociale. Puntualmente ciò non avviene perché i consultori da sempre offrono esclusivamente informazioni di tipo sanitario". Da qui l'idea della proposta di legge regionale.. Negli ultimi 5 anni l'incidenza di interruzione volontaria di gravidanza, è stata altissima nelle zone dove si registra una più alta densità di stranieri. A Roma i dati più significativi ci vengono dai quartieri dell'Esquilino e Tomba di Nerone (quasi il 35 per cento dell'intero numero di donne che hanno richiesto la certificazione per l'ivg sono extracomunitarie), Corviale (il 60% di straniere), Appio Latino (l'80% di extracomunitarie).

 

METROPOLIS

Secondo la graduatoria stilata da Legambiente sulla qualità della vita nelle città italiane, Roma occupa uno degli ultimi posti per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti, che invece è già molto avanti nel nord del Paese. In compenso l'Ama, Azienda Municipale Ambiente, di recente si è riservata il diritto di multare i cittadini sorpresi a depositare un sacchetto di rifiuti fuori dal cassonetto. Giusto. Se i cassonetti non straripassero di immondizia già due ore dopo la prima raccolta. Delle due una: o i romani trasformano le loro abitazioni in discariche sussidiarie (e profumatissime) dell'Ama o l'Ama si attrezza a svolgere meglio il servizio. Che naturalmente è fra i più onerosi. Da otto mesi costa il 15 per cento in più. Multe a parte.

 

ROMA ANTICA A RISCHIO DI CANCELLAZIONE

Una patina nera, presente nell'aria che si respira a Roma, diffusa, insidiosa, devastante potrebbe lentamente cancellare uno dei patrimoni più importanti e irripetitibili dell'antichità. Sono a rischio la Colonna Antonina, l'Arco di Costantino, il Vittoriano, l'Arco di Settimio Severo, l'Arco di Tito, la Colonna Traiana e decine di chiese e palazzi della Capitale. Al primo posto la chiesa di San Filippo Neri, al ventesimo l'Aracoeli, in mezzo le chiese di S.Croce e San Bonaventura, le basiliche inferiore e superiore di S.Clemente, gli oratori del Gonfalone e del Caravita e persino il centro Don Orione e la palestra ex Gil di epoca fascista. Le domeniche a piedi non bastano, né è sufficiente la ripulitura periodica dei monumenti. Il problema è di qualità dell'aria ed è su questo che bisogna urgentemente intervenire. All'indomani del fallimento della conferenza dell'Aja sul clima, la questione è divenuta di un'attualità ancora più drammatica. Maggiormente in pericolo sono i monumenti in marmo, che rispetto a quelli in mattoni e travertino sono più esposti all'azione corrosiva degli agenti inquinanti. Secondo la lista redatta dall'Istituto Centrale del Restauro, gli interventi più urgenti dovrebbero essere riservati a palazzo Barberini e a 18 fra le chiese più importanti di Roma. La lista, messa a punto dal professor Renato Coppi, ordinario di Statistica alla Sapienza, ha elaborato algoritmi che hanno permesso di stabilire, in base al rischio statico, ambientale e antropico la classifica delle emergenze.

CASA DOLCE CASA, MA QUANTO CI COSTI

Torna a muoversi, sia pure a fatica e per taluni versi in maniera paradossale, il mercato immobiliare della Capitale. Cresce infatti l'offerta (+7%), ma, contraddicendo una delle regole d'oro dell'economia, salgono ancor di più i prezzi (+9,3%). Quanto alla domanda, è ancora il punto debole del settore: solo il 10% dei romani, infatti, intenderebbe acquistare una nuova abitazione, l'8% cambiando casa e il 2% acquistando un secondo immobile. Ad analizzare le intenzioni a breve termine di un campione significativo di famiglie romane è uno studio del Cresme, nel quale si rileva che il 77% degli intervistati non intende modificare la propria situazione abitativa. Una scelta tanto più significativa perché appena 10 su cento dicono che non cambieranno abitazione per scarsa disponibilità economica, e 2 perché non trovano sul mercato una valida alternativa alla casa attualmente occupata. Secondo il monitoraggio del Cresme, la "torta" immobiliare della Capitale, che nel periodo 1997-99 aveva un valore economico pari a 14.900 miliardi, è salita quest'anno a quasi 17mila miliardi. Peraltro, la situazione immobiliare romana, che si sta riprendendo faticosamente dopo una stasi cominciata nel '92 e che ha raggiunto il punto critico nel 1994, non differisce dall'andamento del mercato nazionale. Nel quale le compravendite sono in aumento a scapito degli affitti, penalizzati da un regime fiscale e vincolistico che - secondo gli operatori del settore - fa salire i canoni a livelli stratosferici.

CARO NEGOZI

Al primo posto c'è via Montenapoleone, con il record di 3,1 milioni di lire al metro quadro, seguita a ruota da via Condotti a Roma (3 milioni). E' la classifica degli affitti più cari stilata sulla media che pagano gli esercizi commerciali ogni anno in Italia. La graduatoria prosegue con via della Spiga (2,3 milioni a metro quadro) e corso Vittorio Emanuele, sempre a Milano (1,9 milioni), la galleria Cavour di Bologna e via del Corso a Roma (a pari merito con 1,8 milioni), via Cola di Rienzo di Roma (1,5 milioni) e via Chiaia a Napoli (0,9 milioni).

VIGILE DI QUARTIERE: PRIMI ESPERIMENTI

Roma è a "rischio" criminalità. Lo dicono i dati: 2899 reati ogni 100mila abitanti l'anno. Rispetto agli anni passati è stata registrata una diminuzione dei reati, ma i numeri restano alti e allarmanti, tali da rilanciare l'antico e mai attuato progetto del vigile di quartiere formato all'università, armato di pistola, sfollagente, dotato di giubbotto antiproiettile, manette, radiotrasmittente, cellulare e macchine potenti. Non uno "sceriffo" allo sbaraglio, dunque, ma una figura preparata per combattere e prevenire la micro-criminalità. Il vigile di quartiere che tuteli la sicurezza sul territorio e una nuova legge quadro per le forze dell'ordine sono stati al centro del convegno "Modello Roma", organizzato a Palazzo Valentini. Adalberto Baldoni, vicepresidente del consiglio comunale di Roma, considera: "Mentre la capitale è sempre più violenta, la maggioranza si ostina a non volere il vigile di quartiere armato. La ricetta per una Roma più sicura? Collaborazione tra le forze dell'ordine, riqualificazione delle periferie e lotta alla microcriminalità: Furti, scippi, usura, violenza su minori e sulle donne, spaccio di stupefacenti, sono sempre più spesso nelle mani dei clandestini - Il vigile di quartiere ha un senso solo se preparato e con la pistola in mano. Proprio come ha voluto il sindaco Albertini a Milano". Un esperimento di vigile di quartiere sarà attuato a partire da gennaio nella XVI circoscrizione, in particolare nelle zone di Monteverde e Trastevere. Un'altra iniziativa è allo studio nella I circoscrizione.(grafico tratto da Il Messaggero)

METROPOLIS

Da qualche giorno l'Atac è impegnata in un'altra delle sue strampalate campagne autopromozionali. Dopo aver assunto 100 nuove conducenti, ha tappezzato mura e bus della città con enormi manifesti, da ognuno dei quali una fotomodella in divisa da autista fa sapere: "Con 100 nuove conducenti, l'Atac moltiplica le sue attenzioni. Per te". All'Atac verrà mai in mente che se c'è una cosa da moltiplicare, questa è l'efficienza del servizio?

OSTIENSE: I MINI-TERREMOTI CORRONO IN METRO

Da oltre tre anni sono "ostaggi" dei rumori, giorno e notte. Soffrono di insonnia, esaurimento nervoso e accusano anche neoplasie. Il loro inferno si svolge dentro le mura di palazzi che vibrano, in abitazioni sempre meno sicure, con le pareti lesionate a causa di frequenti oscillazioni, talmente insopportabili da essere paragonati a veri e propri microsismi. Non siamo a Malpensa 2000 dove gli aerei che volano a bassa quota distruggono i tetti delle case, ma in via Ostiense. Qui, oltre alla seconda stazione ferroviaria più importante della capitale, dal luglio del 1997 c'è anche il capolinea della linea metropolitana Roma-Lido che collega la città a Ostia ogni cinque minuti. E le cui corse iniziano dalle sei del mattino e terminano alla mezzanotte. Da allora l'intero quartiere è sul piede di guerra. Residenti e commercianti, stanchi dei continui strepitii delle vetture sui binari, hanno raccolto firme, si sono riuniti in assemblee pubbliche, hanno inviato lettere al Comune, al Cotral (l'attuale Azienda Metroferro), presentato denuncie al Nucleo operativo ecologico dei carabinieri e mobilitato anche il ministero dei Trasporti. Il motivo è sempre lo stesso: chiedere la realizzazione di barriere antirumore e di guaine fonoassorbenti intorno alle rotaie. In questo tratto di via Ostiense, da San Paolo alla stazione metro Eur Magliana, si teme che i palazzi alti 4-5 piani, i più soggetti alle vibrazioni, cadano su se stessi da un momento all'altro, come avvenne nel dicembre 1998 in via di Vigna Jacobini. "Abbiamo chiesto aiuto a tutti- dicono gli abitanti - ma finora solo il Ministero dei Trasporti e la X° Ripartizione, dopo aver analizzato i dati delle misurazioni dei rumori hanno sollecitato più volte i lavori. Interventi urgenti, a quanto pare, poiché i rumori avevano superato i livelli consentiti dalla legge 447. Finora, però, nemmeno l'ombra di un cantiere né di un progetto".

 

I "BAMBINI ELETTRICI " DI ROMA

"Le antenne e i 570 bambini della scuola elementare Giacomo Leopardi di Monte Mario a Roma non possono convivere. Se i tralicci resteranno la scuola dovrà chiudere". L'ultimatum viene dalla Asl Rm/E, dopo aver esaminato i dati allarmanti che l'Arpa, l'agenzia regionale protezione ambiente, ha rilevato dall'8 settembre al 3 ottobre. Il primo monitoraggio effettuato 24 ore su 24. Da quel giorno, era il 9 novembre scorso, Lea Nicolai, casalinga 40enne e mamma di due figlie di 15 e 10 anni per protestare contro le 34 antenne che circondano l'edificio ha deciso di digiunare. Il suo sciopero della fame andrà avanti ad oltranza finché le antenne non verranno rimosse. Nel frattempo, dei dodici padiglioni della Leopardi, istituita nel 1925 per educare i bambini affetti da gravi malattie come la tubercolosi e oggi scuola elementare, il settimo e ottavo risultano i più esposti ai campi elettromagnetici generati dagli impianti. Stessa storia per il campetto di calcio e la pineta. Così per alcuni giorni i piccoli alunni sono stati costretti a cambiare aula e padiglione ogni quattro ore. Chi i responsabili? i proprietari delle emittenti locali, la Telecom, l'Enel, il Comune di Roma e la Regione Lazio. L'assessore ai lavori pubblici del Comune, Esterino Montino, aveva promesso la delocalizzazione dei tralicci. Lo ha fatto in minima parte. Nel 1996 Montino assicurò che avrebbe risolto entro un anno il problema della delocalizzazione. In realtà ha permesso nuove installazioni e anziché togliere i ripetitori ha co