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Lawrence d'Arabia
voleva cambiare
i confini del mondo


Dopo la presa di Aqaba, avvenuta nel luglio del 1917 ad opera degli irregolari arabi di Lawrence d'Arabia, il leggendario personaggio raggiunse il Cairo per fare rapporto al suo superiore Lord Herbert Kitchener, attraversando il deserto da Port Sudan a Khartoum, dove sostò un paio di giorni. L'edificio nel quale Lawrence alloggiò...

di Vittorio Di Cesare
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SENSITIVI
AL SERVIZIO
DELLA C.I.A.




Nel 1996 il Congresso e il Dipartimento di Stato americani misero in atto una ristrutturazione dell'Intelligence. Nell'ambito di tale contesto si parlò pubblicamente anche del cosiddetto "spionaggio psichico". Alcuni dirigenti del servizio segreto USA rilasciarono varie dichiarazioni...

di Roberto Pinotti
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LA FRASE

 

 

"E’ in un certo senso a forza di studiare l’uomo che ci siamo messi in condizione di non poterlo più conoscere.


di Rousseau


Discorso sull’origine e i fondamenti dell’ineguaglianza fra gli uomini

 

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Putin, ZAR nel secolo XXI o AUTOCRATICO

PUTIN AUTOCRATICO

Il rapporto tra l’Occidente e la Russia è gradualmente peggiorato durante il 2004 a causa delle restrizioni della “democrazia russa”. Il caso Yukos ed i problemi delle elezioni in Ucraine sono esempi; ma quale sarà la linea che l’Occidente prenderà verso Putin e la Russia?

Il 2004 è stato l’anno in cui Vladimir Putin si è fatto conoscere. Ha tolto la veste semi-democratica e si è fatto vedere come un “quasi cresciuto”… Autocrate..

Le nuove leggi anti-terrorismo, che ufficialmente sono una conseguenza del sequestro nella scuola di Beslan, hanno diminuito notevolmente i diritti civili e la libertà di stampa. Allo stesso tempo Putin ha centralizzato il potere ulteriormente nella sua persona con la decisione che i governatori regionali devono essere nominati dal Cremlino, e non più – come dice nella costituzione – attraverso elezioni locali.
Quasi tutte le critiche sono state fatte tacere.
L’ ultimo, il consigliere economico personale di Putin, Andrei Illarionov, è stato “trasferito” ad altri compiti perché, tra l’altro, ha definito il caso Yukos “l’imbroglio” dell’anno 2004.
Le riforme strutturali dell’economia si sono quasi fermate. L’affare Yukos è stato seguito da attacchi sul operatore mobile VimpelCom e la magistratura è stata ulteriormente sottoposta a controlli statali in una serie di casi di spionaggio.
In Cecenia è tutto caos come al solito.
L’americano Freedom House, che cerca di promuovere la democrazia in tutto il mondo, ha scritto nel suo ultimo annuario che tra tutti i paesi ex comunisti la Russia ha vissuto nel 2004 “ il più grande passo indietro” rispetto ai diritti democratici di libertà.
Non che il livello fosse molto alto prima, ma quello che: né gli attacchi in Cecenia, né la minore democrazia, né l’affare Yukos, sono riusciti a fare, ci hanno pensato i “spindoctors” (manipolatori) di Putin nel sbagliare giudizio sul potere politico della Russia nella vicina Ucraina alle elezioni presidenziali di quel paese. La convinzione del Cremlino di poter forzare il suo candidato preferito in Ucraine, senza considerare cosa pensasse la popolazione e senza considerare il cambiamento del potere all’interno di quel paese, anche grazie ad appoggi occidentali – è riuscito ad unire i capi dell’UE e degli USA in una critica della palese interferenza di Mosca in casi interni di un’altro paese sovrano. Addirittura il cancelliere tedesco, Gerhard Schroder, ha dovuto togliersi il guanto di velluto e parlare “serio” con Putin.
Fino a quel momento il cancelliere tedesco aveva tradizionalmente accettato tutto ciò che Putin “avesse da offrire”, anche le elezioni falsificate in Cecenia. In cambio, bastava che le forniture di gas, che ammontano a quasi il 40% del fabbisogno tedesco – continuassero a pervenire senza ostacoli alla “bisognosa” economia tedesca..

Come farà l’occidente a “trattare” un fenomeno come Putin?
Seguire la linea Bush/ Schroder che, nell’interesse dei loro paesi, si dichiarano “in ottimi rapporti” con Putin – ed in caso di necessità cercano di risolvere i problemi con una telefonata personale o un incontro a due; o prendere una linea che prima di tutto si preoccupa dei cambiamenti strutturali nel sistema politico russo. La Russia si sta orientando verso un sistema democratico o no? sta liberalizzando l’economia? sta riformando la politica estera e la difesa ?
La politica del cancelliere tedesco Schroder ha ottenuto una piccola vittoria di recente durante una visita di Putin in Germania. Putin ha accettato una qualche forma di intermediazione europea nel conflitto in Cecenia.
Sin ora la politica russa ha sempre sottolineato che non tollerava nessuna interferenza nel conflitto con la Cecenia, che considerava un ’affare interno.
Cosa comporta un coinvolgimento europeo nel conflitto ceceno?? Putin ha fatto molte promesso – dopo colloqui con capi governo dell’occidente – e poi non si è fatto niente.
Un anno fa Putin sosteneva che il governo russo non volesse portare Yukos al fallimento. Poi Putin ha detto che lo stato non voleva prendere il controllo del Yuganskneftegaz, la società di produzione più grande di Yukos e che la vendita all’asta del Yuganskneftegaz sarebbe stato aperto, trasparente e giusto. Tutte tre le promesse si sono mostrate vane e vuote.
Ma nell’ipotesi che Putin intendesse mantenere la parola, ha veramente il controllo sulla sua gente? Sicuramente tutto ciò non migliorerebbe la situazione
Forse l’Occidente deve pensare a lungo e preoccuparsi cosa succederà quando Putin – come promesso – si ritirerà dopo che il suo secondo ed ultimo mandato presidenziale finisca. Come sarà la Russia e quale struttura di potere lascerà al suo successore ?
La combinazione liberal/economica e conservatore/patriottico lasciati dal periodo di Yelsin, e gente scelta da Putin nel primo mandato, vengono gradualmente sostituiti;
così nel gabinetto si trovano quasi solo fedeli putiniani.
Oltre agli amici di San Pietroburgo, una parte appartiene all’ala Siloviki – gente con un passato nelle difesa e nelle forze di sicurezza.
Nell’ultimo anno e mezzo l’ala di Siloviki ha ottenuto una crescente influenza in tutti i settori della politica, anche nell’economia che tradizionalmente era di dominio delle forze liberali. Questo lo possiamo vedere nell’intervento statale nel settore dell’energia, dove la compagnia statale di petrolio e gas Gazprom-Rosneft, in ultima fase di fusione, avrà riserve sei volte maggiori della americana Exxon Mobil, diventando cosi un notevole fattore di potenza nel mercato mondiale. Naturalmente sotto il controllo di Cremlino.
In occasione dell’asta per lo Yuganskneftegaz gli americani hanno espresso la loro “preoccupazione” sul fatto che le cose fossero andate nel modo giusto. Normalmente gli americani esprimono il desiderio di un “ulteriore chiarimento” delle circostanza.
Se si tratta di un espressione di un cambiamento della politica dopo il caso in Ucraina e il caso Yukos e dall’atteggiamento critico di Putin per le elezioni in Iraq, si dovrà aspettare dopo il vertice a Bratislava in Slovenia alla fine di febbraio dove probabilmente Bush , di nuovo, abbraccerà Putin e lo chiamerà il suo amico….nell’interesse della nazione s’intende.

M.K.R.

 

 

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