SCIENZA   SCIENZA   SCIENZA

 

Anche gli animali sono in grado di trasmetterci i loro messaggi

IMPARA L'ARTE DEL LINGUAGGIO E METTILA DA PARTE

Si è sempre pensato che il linguaggio sia esclusivo dell'uomo. Una sorta di investitura iniziatica. Gli studi più recenti decretano che non è così. Anche gli animali "parlano" e a quanto pare persino le piante hanno una loro memoria. Siamo noi a non capire o ad avere perduto questa forma di comunicazione. Che alcuni conservano, tuttavia, in modo spiccato. C'è, difatti, chi ha un "feeling" particolare con la fauna e chi con la flora. Non è un caso che si parli di "pollice verde" e si dica che, vivendo insieme, animali e padroni finiscano per somigliarsi. Un servizio sulla rivista "Focus" avvalora queste teorie spiegandoci cosa dicono cani, gatti e altri animali quando si rivolgono ai loro simili o alla razza umana. Sapevate, tanto per fare un esempio, che il vostro gatto è capace di 23 diversi "miao" e vocalizzi? Senza contare le scimmie che fanno di conto e compongono parole? Imparare questa forma di "parlare", soprattutto gestuale, ci può aiutare a capire meglio i nostri amici, domestici e non, e a talvolta a riconoscere le situazioni di rischio, specie durante i viaggi, quando ci si avventura in territori altrui. Anche gli animali non sopportano intrusioni o prevaricazioni in quelli che ritengono i loro possedimenti.(22-5-2001)

L'ULTIMA NOVITA' E' LA PILLOLA PIUMA

Nel grafico, tratto dal Corriere della Sera, l'evoluzione dei contraccettivi con la scoperta dell'ultimo ritrovato, che riduce notevolmente i rischi e gli effetti collaterali.

VIVE IN AFRICA IL PESCE PREISTORICO

Nelle acque più profonde del Sud Africa una squadra di sudafricani ha trovato un esemplare adulto di celacanto, un pesce preistorico ritenuto estinto da 400 milioni di anni, di oltre un metro di lunghezza. La spedizione, guidata da Pieter Venter, ha un grande valore scientifico per l'eccezionale scoperta e per aver osservato il celacanto nel suo ambiente naturale. Per mesi il gruppo ha cercato l'animale, che non veniva avvistato nei mari sudafricani dal 1938 quando un esemplare, capitato per caso nelle reti di un peschereccio, venne riconosciuto dalla comunità scientifica e considerato una delle più importanti scoperte zoologiche del secolo.

Hanno detto: Umberto Guidoni

SULLO SHUTTLE SI DORME IN PIEDI

Umberto Guidoni, l'italiano che fa parte dell'equipaggio spaziale dello "Shuttle", che ha decollato il 19 aprile ha detto: "Dormiamo in piedi, in un sacco agganciato a una parete. Non sembra, ma è abbastanza comodo." In quanto al cibo: "Non è facile da spiegare, ma in orbita i sapori sono diversi, e anche per questo tendo a mangiare meno che a terra. Questa volta, oltre al menu della Nasa, avrò con me un po' di parmigiano". Il Consorzio del tipico formaggio ringrazia. Guidoni ha diretto con successo il montaggio di un braccio meccanico costruito in Canadaper la sistemazione dei futuri moduli spaziali.
(foto tratta dal Venerdì di Repubblica)(20-4-2001)  

 

DAL DIO SOLE AL SOLE CHE DA' SPETTACOLO

Il Sole una volta era adorato dagli antichi come fonte di vita. Oggi la scienza ce lo mostra sotto angolazioni completamente diverse. Ma sempre suggestive ed affascinanti, come in questa spettacolare eruzione di gas sulla superficie dell'astro, dove hanno origine particelle ad alta energia, che danno vita allo spettacolo delle aurore boreali. (13-4-2001)

Solo gli studiosi si possono permettere di "giocare"

GESU': DA COSI' A COSI'

Se una ricostruzione del genere l'avesse fatta un non addetto ai lavori, la scienza si sarebbe sollevata inorridita. Ma siccome l'ipotesi viene da uno studioso se ne può parlare, sia pure respingendola. Pacatamente, perché fra simili non ci si sbrana. Guardate quel figuro bruno e vagamente beota, riprodotto a sinistra: a metà fra un aborigeno e un "vu cumprà". Per qualcuno sarebbe il ritratto più realistico di Gesù. Farebbe fede una ricostruzione che si basa sul cranio di uno dei tanti palestinesi dell'epoca. Che il volto di Cristo, al quale siamo e ci hanno abituati, sia una ricostruzione puramente oleografica lo si sa bene. Ma da qui a credere che la verità possa essere rappresentata dall'ominide di Neanderthal che ci viene proposto, proprio in concomitanza con la Pasqua, ce ne corre. Il gioco, fra l'altro, dato il particolare periodo, indipendentemente dalla fede, pare di dubbio gusto. Se a Gesù si deve dare proprio un volto preferiamo sceglierlo fra i tanti in mostra a Roma al Palazzo delle Esposizioni. Mentre ci viene da chiedere perché nessuno si azzarda a raffigurare Maometto. Sulman Rushdie insegna… (RugMar) (13-4-2001)

Le ultime frontiere della genetica

IL RITORNO IMMINENTE DI MATUSALEMME

       

La genetica sta compiendo passi da gigante. E annuncia un futuro da patriarchi prossimi venturi. E' il sogno di Faust che rinverdisce, la scoperta della fontana dell'eterna giovinezza, dell'elisir di lunga vita. Ci attende un domani da Matusalemme. Il traguardo, non proprio a breve termine, potrebbe essere quello dei 150 anni. L'invecchiamento dipende, difatti, da un meccanismo ormonale scatenato dal cervello. Perlomeno in alcuni animali. Ma il dato potrebbe aprire la strada anche all'allungamento della vita umana. Tanto più che un test iniziato nel lontano 1932, su ragazzi-cavie di 11 anni, ha dato un sorprendente risultato. Chi ha un quoziente di intelligenza più alto vive più a lungo. Ora l'individuazione di un gene denominato "InR" che, in caso di manipolazione, ha fatto aumentare dell'85% l'esistenza dei moscerini… E c'è chi parla persino di triplicare l'aspettativa di vita degli umani.(RugMar) Disegno e grafico tratti da Libero (10-4-2001)

MADAGASCAR INCONSUETO

E' un panorama che è possibile scorgere dall'alto in Madagascar. Una sorprendente conformazione geologica dovuta all'acidità delle piogge che hanno scavato l'altopiano calcareo. In un gioco fra pietra e verde, che pare un eccentrico ricamo. (Foto da "Panorama")

LE CONSEGUENZE DELL'EFFETTO SERRA

Svelati i segreti degli abissi

LE "MONTAGNE" DEL MAR TIRRENO

Ci son voluti più di tre anni, cento giorni di navigazione e 36mila km percorsi ai ricercatori dell'Istituto di Geologia Marina del Cnr di Bologna per mappare il fondale del Mar Tirreno rendendolo visibile con la prima carta geologica dettagliata. "E' come se avessimo tolto l'acqua" afferma orgogliosamente il professore Michael Marani, capo del Progetto Tirreno, "e per la prima volta abbiamo potuto cartografare con precisione il vulcano sottomarino Marsili (nella foto) geologicamente attivo...". (foto da National Geographic Italia)(24-3-2001)



In cerca di altre vite

RABDOMANTI DELLO SPAZIO

Un italiano su due, dice la statistica, crede nell'esistenza degli extraterrestri. E' quanto sostengono gli ufologi. Dall'inizio dell'anno, gli avvistamenti di "oggetti volanti non identificati" nella penisola sono stati tre: a Bologna, a Campobasso e a Siena. Gli scienziati sostengono che si tratta di fenomeni celesti perfettamente spiegabili. Ma la ricerca continua. L'ultima trovata è ancora italiana e viene definita Itasel. Consiste nell'individuare i pianeti dove c'è l'acqua e di conseguenza possibili forme di vita primitiva: i microrganismi. Un po' come guardare il cielo con tecniche da rabdomanti dello spazio. Come quello che, di recente, sarebbe stato individuato su un meteorite di provenienza marziana. (l'illustrazione è tratta dalla pagina della scienza del Giornale)(20-3-2001)

 

Animali e piante

GLI OCCHI DELL'EDEN

 

Un fiore, una pianta grassa? Un'opera d'arte di ispirazione divisionista? E' semplicemente l'ingrandimento dell'occhio, in grado di ruotare in tutte le direzioni, di un camaleonte. I camaleonti sono spesso frequenti anche nella specie umana. Solo che, anche se sottoposti a qualsiasi tipo di ingrandimento, restano piccole persone. Non certo in grado di rivelare una simile sinfonia di colori e di nascoste bellezze. Per analogia, a destra, una delle cupole, dal sapore avveniristico, costruite in Inghilterra per un giardino botanico unico al mondo: una specie di Eden globale dove sono stati riprodotti tutti i climi del pianeta. (foto da Panorama e dal Venerdì di Repubblica)(20-3-2001)

Lo hanno battezzato "Millenniun man"

E' SEMPRE "MADE IN KENIA" IL NUOVO NONNO DELL'UMANITA'

Lo hanno chiamato "Millennium man": l'uomo del Millennio. Sono i resti fossili di un ominide, ritrovato in Kenia, che sta creando un serio scompiglio fra i ricercatori di paleoantropologia. Sarebbero i resti del vero "nonno" dell'umanità. Che farebbe retrodatare a 6 milioni di anni fa i più antichi progenitori, finora conosciuti, della specie umana. La famosa "Lucy", che era fino a poco tempo fa la vera "star" delle ricerche sull'origine dell'uomo, era ad uno stadio evolutivo molto meno avanzato. Naturalmente non tutti sono d'accordo e la questione resta aperta, in una guerriglia fatta di primati e di giochi di potere, che coinvolge gli studiosi. Mentre il Kenia è diventato, con la Rift Valley, la miniera d'oro degli scienziati in cerca di notorietà. In una serie di disfide, che mette a rischio la stessa credibilità della cosiddetta scienza. (il disegno è tratto da La Stampa)(16.3.2001)

 

 

I nuovi sofisticati robot

AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DEGLI ANIMALI

I robot, un poco vanto, un poco disperazione, entrano sempre più prepotentemente a fare parte del nostro quotidiano, della nostra vita. Ma più che l'uomo, che è il loro creatore, sembrano prendere a modello la natura. In particolare si rifanno alla vita animale. Le ultime macchine, sempre più sofisticate nuotano, camminano, strisciano. Sono insetti tecnologici che saranno preziosi per la medicina del futuro, per andare su Marte, per migliorare la vita. Prima o poi ci vorrà un San Francesco delle creature "tecno". (foto tratte da NET, il supplemento di Panorama ispirato alle nuove frontiere della tecnologia)(16-3-2001) 

Non sono gessetti

L'INGANNO DEL COLORE

Verrebbe proprio la voglia di mettersele in bocca per provarne il sapore. Colorati, accattivanti non sono caramelle. Potrebbero essere mozziconi di gessetti?. Nemmeno. Sono formazioni di carbone, nitrato di potassio e zolfo molto più subdole e pericolose. E' l'effetto al microscopio di diversi tipi di polvere da sparo che, in versione micro, hanno il fascino dei fuochi d'artificio. Ma che, in versione macro, sono solo un segnale di distruzione e di morte. 
(foto da Panorama)(9-3-2001)

 

Copiate le colline di roccia del Sahara occidentale

SFINGE E PIRAMIDI, RISOLTO IL MISTERO?

Dopo anni e anni di ipotesi, forse risolto il mistero dell'origine dei monumenti più enigmatici della civiltà, la Sfinge e le grandi Piramidi egizie. Non sarebbero state solo frutto dell'inventiva di artisti e architetti, ma sarebbero servite a riprodurre le forme delle rocce che l'erosione atmosferica aveva modellato nel deserto del Sahara occidentale. E' la tesi di uno studioso americano di origine araba, Farouk el-Baz, del Center for Remote Sensing dell'Università di Boston (Usa), che ha portato a corredo una serie di documenti fotografici di impressionante evidenza. Dunque, lo sbocciare della civiltà dei Faraoni sarebbe da attribuire all'arrivo nella Valle del Nilo - oltre 3000 anni fa - di popolazioni nomadi provenienti da ovest, che si fusero con le tribù di agricoltori stanziati da millenni nelle fertili rive del Nilo. La migrazione verso est sarebbe stata imposta dai cambiamenti climatici, che trasformarono progressivamente in un deserto senza vita l'antico "Sahara verde". Durante questa migrazione alla ricerca dell'acqua, le tribù nomadi si trovarono ad attraversare territori dove l'erosione aveva attaccato i grandi banchi di calcare modellando migliaia di "piramidi" e di "leoni pietrificati" (noti come yardang, "leoni di fango"), che ancora oggi caratterizzano soprattutto l'area dell'oasi di Kharga. Forme tanto "innaturali" da essere ritenute manifestazioni di forze superiori, di dei. E così, arrivati nella Valle del Nilo, i nomadi portarono alle popolazioni del posto i loro miti e le loro immagini sacre, tra cui l'idea della collina "piramide" e del "leone accovacciato". Appunto quelle forme riprodotte a gloria dei Faraoni, che ancora oggi ci ammaliano lungo la valle del Nilo.
 
(foto tratte dal Corriere della Sera)(9-3-2001)

 

Un microorganismo su un meteorite

SU MARTE C'E' STATA LA VITA

Su Marte, dunque, potrebbe esserci stata la vita. E' quanto emerge sempre più spesso con maggiore convinzione. Come di fronte ad un meteorite, rinvenuto in Antartide, altra terra piena di misteri, nel 1984. Gli studi effettuati sul reperto spaziale dimostrerebbero che nel meteorite sono rimasti inglobati dei microorganismi fossili. Il dibattito, naturalmente, resta aperto. Ma alcuni scienziati si sono spinti al punto di affermare di avere trovato "la prova definitiva". (grafico dal Corriere della Sera)(9-3-2001)

 

Queste pazze, pazze, pazze stagioni

CI HANNO SCIPPATO L'INVERNO

Ci hanno scippato le stagioni. Ci hanno scippato soprattutto l'inverno. Il fenomeno è sotto gli occhi di tutti. Le mimose stanno quasi per sfiorire, le piante da frutto sono già in fiore. Pare che la media delle temperature sia stata di ben sette gradi superiore alla media, rispetto agli Anni 70. Se non si tratta di un caso eccezionale siamo di fronte ad un fenomeno estremamente preoccupante, segno indubbio di equilibri dissestati. E' vero che nel corso dei secoli le ere si sono avvicendate fra periodi di grande freddo e periodi di grande caldo. Ma il cambiamento sembra troppo repentino per non lasciarsi andare a previsioni pessimistiche. Superato il periodo delle paure legate alla guerra fredda siamo ora al terrore della guerra del caldo, che potrebbe mutare il volto del pianeta. A meno che, a schiarirci le idee, non sopravvenga qualche gelata. Fino a ieri l'avremmo accolta con fastidio. Ora ci manca. (una bellissima foto pubblicata dal settimanale Panorama)

Fra quindici anni scompariranno

NEVI DEL KILIMANGIARO ADDIO

Le nevi del Kilimangiaro fra quindici anni saranno soltanto il titolo di un grande romanzo di Hemingway e una fotografia di archivio da tramandare ai posteri. Secondo gli scienziati, la grande montagna africana, "sistemata" dalla natura al centro di una savana calda e sterminata, sarà la prima vittima dell'effetto serra, prima delle Ande e del Tibet. In pratica, le sue mitiche nevi a quota 5.890 scompariranno, a causa dell'inarrestabile surriscaldamento della Terra. In Italia, le prime montagne ad essere colpite saranno la Marmolada e l Bernina. Le Alpi saranno completamente sconvolte, perché entro il 2025, secondo gli ultimi calcoli, i nostri ghiacciai avranno perso circa il 90 per cento del volume di un secolo fa. L'Africa è il continente più vulnerabile a causa dell'effetto serra, seguito dall'Asia, America e paesi meridionali dell'Europa, Italia compresa, se non saranno ridotte le emissioni industriali, saranno paurosamente a corto di acqua. (nella foto un'immagine di ghiacciai eterni che stanno regredendo in maniera preoccupante a causa del riscaldamento del pianeta)

 

Come un quadro astratto

L'ORMONE DELLA MATERNITA'

A prima vista sembrerebbe il quadro di un pittore moderno, in un gioco incredibile di colori. Ma, in realtà, si tratta dell'ingrandimento di un cristallo di progesterone, ovvero l'ormone della maternità, che viene prodotto, nella fase della gravidanza, per favorire l'impianto dell'ovulo fecondato nell'utero ed è utilizzato, in terapia, contro i pericoli dell'aborto.

 

L'impresa di un fotografo

IL PIANETA DALL'ALTO

"Omaggio alla Terra. Un ritratto del pianeta all'alba del 2000". Cinque anni di lavoro, 75 Paesi ripresi dall'alto, 2000 ore di volo, 15.000 rulli e 100.000 fotografie selezionate. E' il libro frutto del lavoro di Yann Arthus-Bertrand sintetizzato anche in una serie di mostre, che verranno organizzate con l'appoggio dell'UNESCO, che ha favorito la straordinaria impresa del fotografo. Un modo singolare per dare un'interpretazione diversa degli eccezionali aspetti del nostro pianeta, che sfuggono all'occhio di un normale osservatore. (nelle foto, a sinistra i rifiuti di un impianto di dissalazione delle acque in Kuwait, a destra un paesaggio agricolo tra la diga di Massira e Rabat. In Italia un affascinante e analogo lavoro fu compiuto qualche anno fa da Folco Quilici, il noto regista italiano)

 

Il parco del Madidi, in Bolivia

PARADISI A RISCHIO

 

E' un grande polmone verde: è il Madidi, uno stupendo parco naturale. Nella lontana Bolivia. A ovest ghiacciai, a est foresta pluviale, pampas a nord e, nel mezzo, ancora foresta. Un ecosistema ancora non del tutto esplorato e ricco di biodiversità, che rischia di essere sommerso da una grande diga in progettazione, alla ricerca di una fonte di energia elettrica, di cui il paese è affamato. Il nuovo lago coprirebbe trecentomila ettari di verde, rifornendo anche il vicino Brasile. Con un servizio di Steve Kemper e le stupende fotografie di Joel Sartore, che in parte riprendiamo dall'ultima pubblicazione, il National Geographic lancia l'allarme per un Eden da salvare. Anche perché sono state individuate altre zone che potrebbero veder realizzata la diga, senza creare altrettanti danni per la vita della foresta.

 

Le ultime scoperte

IL MISTERO DELLA NASCITA

   

Il Natale richiama la Natività, la nascita, in un mistero sul quale la scienza indaga, andando a scandagliare nella fase prenatale. Cosa, difatti, accade dal concepimento alla "venuta alla luce"? E' un interrogativo al quale cerca di rispondere "Focus", con una serie di immagini suggestive e grazie ad una serie di fotografie ottenute con tecniche endoscopiche. Offrendo inoltre una sintesi delle conoscenze attuali sulla vita fetale: dalle fasi di sviluppo alle analisi per valutare i progressi della gravidanza, dalla chimica della vita alle più recenti tecniche d'intervento chirurgico prenatale.

 

NON SOLO BOLLE DI SAPONE

         

E' incredibile quello che si nasconde all'occhio umano. Un mondo affascinante al quale ci è precluso l'accesso attraverso la vista normale. A introdurci in queste possibilità di scoperta può essere solo la scienza, come in questi comportamenti dei gas, intrappolati nei liquidi negli ingrandimenti fotografici tratti dalla nuova pubblicazione "La macchina del tempo". Nella prima foto "un alveare di bolle", nella seconda l'effetto prodotto dalle rifrazioni della luce sulle pareti di una bolla di sapone. In una magia che non ha nulla da invidiare al talento artistico.

 

AMBIENTE CONDANNATO?

La conferenza dell'Aja si è risolta in un ulteriore rinvio dei problemi e quindi in un fallimento. Lo stesso Nobel Rubbia ha dichiarato che non c'è più tempo da perdere, visto che "la Terra non aspetta". Nessun accordo è stato raggiunto per la riduzione delle emissioni dei gas serra, indicati come i maggiori responsabili dell'inquinamento atmosferico. Stati Uniti, Giappone, Nuova Zelanda, Australia e Canada si ostinano a restare sulle loro posizioni, offrendo solo possibili palliativi, non intervenendo sul consumo dei combustibili fossili. Gli impegni sottoscritti a Kioto nel 1997 vengono così disattesi. Anche se da anni siamo stati avvertiti che "abbiamo una sola Terra".


(
I disegni sono stati presi dal Corriere della sera)

 

ARCHEOLOGIA VIRTUALE

Le magie del computer sono già in grado di offrirci l'archeologia virtuale, ovvero la possibilità di addentrarci, fra rumori e suoni, nelle civiltà del passato. Sarà possibile "spostarsi all'interno delle piramidi egiziane, camminare sulle vie lastricate dei Fori imperiali, entrare nella tomba di Nefertari o assistere a uno spettacolo nell'antico teatro greco di Agrippa". Oppure incamminarsi (come nelle immagini tratte da Newton) lungo il viale della Morte che divideva la capitale dei Toltechi. Quando quel popolo precolombiano si insediò nell'area che accoglie oggi Città del Messico nel IX secolo.

 

SE IL CLIMA IMPAZZISCE     

Sono ancor più allarmanti dei precedenti gli ultimi dati sui cambiamenti climatici sfornati per conto dell'Onu dall'Ipcc (Intergovernmental panel on climate charge). Se nel 1995 l'aumento medio delle temperature dal 1860 era stimato fra 0,3 e 0,6 gradi centigradi, oggi è salito a 0,4-0,8, tanto che gli ultimi dieci anni sono considerati i più caldi del millennio. Colpa dei 6,8 miliardi di tonnellate di anidride carbonica e di altri gas surriscaldanti riversati nell'atmosfera dai processi di combustione, dalle produzioni industriali e dalle attività agricole. Di questo passo, si calcola che nel 2100 si arriverà ad aumenti non di 3 ma di 6 gradi centigradi. Con conseguenze che l'Ipcc ipotizza catastrofiche, come l'intensificarsi dei fenomeni meteorologici estremi, lo scioglimento di una parte della calotta antartica, l'aumento del livello dei mari, piogge sempre più a carattere di alluvioni, la perdita di vaste aree insulari e costiere, la morte di specie agricole e forestali. In uno scenario che potrebbe vedere l'Europa meridionale avviata verso la desertificazione e quella settentrionale, dalla Gran Bretagna alla Penisola scandinava, paradossalmente interessata da una piccola era glaciale per le possibili alterazioni nel funzionamento della Corrente del Golfo. E intanto nessuno dei 38 Paesi industrializzati, i maggiori inquinatori, ha ratificato quell'accordo di Kyoto del 1997 che impegnava a ridurre in media del 5% entro il 2010 le emissioni di anidride carbonica e di altri gas. A salvarci in parte l'anima, c'è da dire, però, che non tutti i pareri sono concordi. I ricercatori dell'Esa, ad esempio, hanno attribuito il surriscaldamento globale a una complessa interazione fra aumento del campo magnetico solare, diminuzione dei raggi cosmici in arrivo sulla Terra e diradarsi della copertura nuvolosa. Insomma, un ridimensionamento della responsabilità dell'uomo e l'interpretazione dell'effetto serra come una temporanea oscillazione. Sarebbe davvero l'ipotesi più augurabile per tutti. (foto da Scienze Dossier)

 

A-DAMA VENNE PRIMA

La scienza e la ricerca scientifica non lasciano trascorrere giorno senza stupirci. L'ultima novità equivarrebbe ad un definitivo colpo di spugna circa il primato del maschio. Adamo e la sua costola non sarebbero che una "machistica" fandonia, complice il libro della Genesi. Da uno studio di due ricercatori della Stanford University, difatti, il cromosoma sessuale maschile sarebbe molto più recente di quello femminile. Loro raggiunsero l' "assetto" attuale 143 mila anni fa, lui solo 59 mila anni fa. Una differenza di… soli 84 mila anni. La culla, come già era noto, fu l'Africa. Come dire che "madama", o meglio A-dama, fece prima a registrare i suoi cromosomi, in una capacità di adattamento superiore. Se poi nel gioco dell'evoluzione si deve riconoscere che l'adeguamento esige un'elasticità che viene anche dallo sviluppo del pensiero, che a sua volta si riflette sul fisico, ne consegue che Eva, stando alle ultime ricerche, sarebbe prima in tutto. Ma poiché il mondo è ancora dei maschi, quelle capacità in parte innate, in parte sviluppate, conviene relegarle nel mondo dell'intuito e dell'istinto. Nulla a che vedere con…l'intelligenza. (il disegno è tratto da Libero)

Umanità a rischio

ASTEROIDI KILLER

         

L'umanità ed il mondo in cui viviamo sono a rischio asteroide. Una delle tesi scientifiche più accreditate attribuisce ad un evento del genere la scomparsa dei dinosauri dalla Terra. Potrebbe capitare anche a noi. Le percentuali di impatto sono scarse, ma una possibilità esiste sempre. Negli ultimi 40 giorni sono stati due i sassi cosmici che ci hanno sfiorato ad 1 milione ed a 4 milioni di chilometri dal nostro pianeta. Il che, in termini spaziali, rappresenta un'inezia. Il primo, di appena 100 metri di diametro, sarebbe stato sufficiente a distruggere Milano e provincia. L'altro avrebbe ucciso un quarto della popolazione mondiale. Naturalmente la catastrofe sarebbe proporzionale alle dimensioni dell'asteroide. Bastano dieci chilometri, o poco di più, a "sbocciare" come un pallino il nostro mondo infinitesimale con tutti gli esseri che lo abitano.
(illustrazioni da Panorama, a firma Grazia Neri e Stefano Carrara)

 

Nel mare di Tasmania

LE SORPRESE DELL'UNIVERSO

Un piccolo universo perduto, un vulcano sottomarino spento, dove vivono animali creduti estinti da milioni di anni e altri ancora completamente sconosciuti. Questo mondo, nascosto nei fondali dell'Oceano Pacifico, è stato scoperto dagli scenziati del Csiro, il Centro di Ricerche australiano, durante una spedizione nel mare di Tasmania, a sud-est delle coste dell'Australia. A più di 1000 metri sotto la superficie dell'Oceano, i ricercatori hanno infatti avuto una straordinaria visione: una "montagna" colorata da centinaia di invertebrati, 850 specie di strane creature e di animali solitamente tipici delle barriere coralline di acque basse. "Ma l'aspetto più incredibile della nostra scoperta", racconta Tony Koslow, biologo marino e capo della spedizione, "è che di queste 850 specie circa 350 erano totalmente sconosciute, mentre molte altre sono 'specie relitte', appartenenti cioè a gruppi che si ritenevano estinti da tempo...". (tratto dal numero di ottobre 2000 della rivista Newton. In alto una stella di mare serpentina di 10 centimetri., a destra un granchio con zampe lunghe 20)

 

Gli antenati italiani

AVEVANO IL CERVELLO PICCOLO

Arrivarono un milione di anni fa. I primi coloni della penisola italiana avevano la fronte sfuggente, le arcate orbitali marcate e un cervello di 1.000 centimetri cubi, più piccolo di quello degli italiani di oggi (che in media è circa di 1.400 cc). Ma anche se il loro viso tradiva il passato scimmiesco, l'andatura bipede era perfetta. Non solo: dovevano già esistere la coppia, la famiglia e il clan, e la cooperazione fra i membri del gruppo permetteva di cacciare grossi animali. (da un articolo tratto da Focus. Nella foto, il teschio di un antenato rinvenuto nei pressi di Bari, ad Altamura. Lo scheletro testimonia l'evoluzione da "Homo erectus" a Neanderthal)

 

 

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